Milano Moda Uomo

Paul&Shark: dopo la capsule con Chris Fallows, gli squali arrivano in Regent street

Squali à go-go nella showroom di Paul&Shark, che lancia una capsule sul tema in collaborazione con Chris Fallows e sponsorizza un programma di Discovery Channel. Attenzione anche all'ambiente, con il progetto "Organic Cotton". «In arrivo negozi a Londra, in Regent street, Giakarta e Minsk», annuncia il presidente e a.d. Andrea Dini.

 

In occasione di Milano Moda Uomo Discovery Channel ha fornito al marchio video inediti sugli squali che sono stati trasmessi durante l'evento nella showroom milanese del brand. Una partnership che prosegue con la sponsorizzazione da parte del brand di Shark Special, programma in onda sull'emittente fino al 24 giugno, alle 17 e 10.

 

Lo squalo è protagonista anche della capsule nata dalla liaison con il biologo e fotografo sudafricano Chris Fallows, che da anni cattura immagini di questi pesci, con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulla necessità di preservare la fauna selvatica.

 

Per l'occasione Paul&Shark ha rivisitato graficamente un suo scatto, dando vita a un pattern che ricorre su T-shirt, giacche tecniche e accessori come zaini, cappellini e una tavola da surf.

 

L'attenzione all'ambiente si traduce anche nel lancio della linea "Organic Cotton", in cotone organico egiziano, coltivato senza pesticidi e raccolto a mano secondo i metodi naturali dell'agricoltura biologica certificata. Un impegno che Paul&Shark ha posto anche su una serie di capi come i giubbini Eco Down, che sostituiscono la piuma d'oca con l'ovatta, a parità di morbidezza e leggerezza.

 

L'azienda, che quest'anno festeggia i 40 anni, prosegue lo sviluppo del canale retail, con nuove aperture in vista, che si aggiungeranno ai circa 180 monobrand già attivi, di cui una ventina diretti

 

«A settembre abbiamo un tris di aperture in arrivo a Londra, in Regent street, Giacarta e Minsk - racconta a fashionmagazine.it il presidente e a.d. della realtà di Varese, Andrea Dini (nella foto) -. Di recente siamo approdati a Venezia e Verona, perché l'Italia è tornata a essere una nostra priorità».

 

«Prossimo step - prosegue - sarà il Giappone, dove puntiamo a finalizzare degli accordi e prima o poi ci spingeremo in America Latina, un territorio difficile che noi vediamo come la frontiera del futuro».

 

Dini prevede un 2016 in sostanziale stabilità rispetto al 2015, chiuso a 150 milioni di euro. Una cifra inferiore rispetto ai 170 del 2014, «quando la Russia andava a gonfie vele e rappresentava il 15% del nostro turnover».

 

Attualmente il 60% del fatturato è rappresentato da Europa e Italia, seguite da Cina, che rappresenta il 15% del giro di affari, Russia, Stati Uniti e Nord America.

 

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