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Alexander McQueen: Emmanuel Gintzburger ceo al posto di Akeroyd

Dopo 12 anni al timone di Alexander McQueen, Jonathan Akeroyd ha lasciato l'incarico di ceo, «per seguire altri interessi fuori dal gruppo», come affermano dalla casa madre Kering. Cede il suo ruolo a Emmanuel Gintzburger.

 

Si chiude quindi un lungo capitolo, in cui Akeroyd si è trovato ad affrontare, tra le varie sfide, quella più difficile: la successione dello stilista Alexander McQueen, personaggio iconico e "rivoluzionario", e il traghettamento della label verso una nuova fase.

 

Il 42enne Gintzburger, in arrivo da Yves Saint Laurent dove è stato worldwide retail e wholesale director dal 2011 al 2016, vanta un'esperienza di 17 anni nel lusso e nella cosmesi: tra i marchi presso i quali ha lavorato spiccano Louis Vuitton, Lanvin e Sephora

 

Nel nuovo incarico, che assumerà a partire dal 9 maggio, riporterà a Grita Loebsack, ceo presso Kering della unit "luxury-couture and leather goods emerging brands", di cui fanno parte anche Balenciaga e Stella McCartney.

 

Come amministratore delegato di Alexander McQueen guiderà l'espansione globale del marchio e l'accelerazione della sua crescita.

 

Pur non fornendo dati di bilancio su Alexander McQueen, le vendite della divisione di cui questa griffe fa parte hanno registrato nel primo quarter 2016 un calo di circa il 3%, soprattutto a causa dell'effetto post attentati in Francia, che ha penalizzato in particolare Balenciaga e Boucheron.

 

Tuttavia, nel periodo considerato il gruppo parla di «solide performance» sia per Alexander McQueen che per Stella McCartney.

 

Come riporta il Financial Times, l'analista di Citigroup Thomas Chauvet l'anno scorso ha preventivato che il brand, la cui direzione creativa è affidata a Sarah Burton, possa raggiungere i 500 milioni di ricavi entro il 2017, circa la metà del turnover di Yves Saint Laurent (nella foto, Alexander McQueen per l'autunno-inverno 2016/2017).

 

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