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Burberry: Marco Gobbetti ceo. Christopher Bailey chief creative officer e presidente

Da Céline a Burberry: a partire dal prossimo anno Marco Gobbetti (nella foto), attuale chairman e ceo del brand francese, sarà amministratore delegato della griffe britannica al posto di Christopher Bailey, che manterrà la poltrona di direttore creativo e diventerà presidente.

 

Altra novità nel top management, l'ingresso di Julie Brown, cfo di Smith and Nephew, come chief operating e financial officer, in concomitanza con l'uscita di scena di John Smith e Carol Fairweather.

 

Sposato e padre di tre figli, Gobbetti (in Céline da otto anni) è un veterano del lusso: nel suo curriculum figurano esperienze come a.d. di Givenchy (dal 2004 al 2008) e in precedenza da Moschino. Nel periodo 1984-1989 ha militato nelle fila di Bottega Veneta, prima come sales director negli Stati Uniti e poi in veste di marketing & sales director. Ha lavorato anche in Valextra, in qualità di managing director.

 

Il suo ingresso non giunge come un fulmine a ciel sereno: erano mesi che si vociferava di una riconsiderazione del doppio ruolo di Bailey, a maggior ragione dopo che a giugno era stato confermato un consistente taglio (-75%) del suo stipendio annuale, ridotto da 7,5 a 1,9 milioni di sterline.

 

Nell'esercizio chiuso a marzo 2016 i ricavi di Burberry si sono attestati a 2,515 miliardi di sterline (-1%), con un calo dei profitti netti da 336,3 a 309,5 milioni di sterline, dopo un deprezzamento del titolo alla Borsa di Londra pari al 34% sui 12 mesi. In concomitanza con la pubblicazione dei dati sul fiscal year, il gruppo aveva annunciato una riduzione robusta dei costi, quantificabile in 100 milioni di sterline.

 

Mentre le azioni della casa di moda balzavano del 6% in seguito alla notizia, Bailey - che in qualità di presidente dovrà riportare, come del resto Gobbetti, al chairman di Burberry John Peace - si diceva «entusiasta» della new entry, sottolineando «l'incredibile esperienza e capacità nel luxury e nel retail» del top executive italiano.

 

Peace si è soffermato sul fatto che una realtà iconica come Burberry, con alle spalle una storia di successi durata 160 anni, ora è pronta a scrivere un nuovo capitolo. «Il board - ha precisato - è convinto del fatto che il riassetto, unito alla recente business review, ci permetterà di avviare una crescita sostenibile e a lungo termine».

 

Peace ha lodato Bailey: «Il suo lavoro è stato eccellente, considerate le condizioni difficili del mercato. Ha gettato le basi per il futuro, identificando la necessità di un nuovo ceo, che operasse in tandem con lui».

 

Ma è chiaro, come sottolinea Luca Solca, che la soluzione del "dual role" non funzionava. Il managing director global luxury goods di Exane Bnp Paribas pensa che questo sia un passo avanti per il brand, scaturito dall'esigenza di reinventarsi e di assumere una direzione più forte.

 

«La prima mossa è stata fatta - afferma Solca - e ulteriori cambiamenti potrebbero profilarsi. Chiaramente, Gobbetti dovrà fare i conti con una società molto più grande di Céline (per la quale stimiamo vendite pari a 600 milioni di euro nel 2015), mentre Julie Brown farà tesoro di un'esperienza maturata in un settore diverso da quello che va ad affrontare».

 

«Di sicuro - conclude - bisognerà aspettare alcuni trimestri prima che la svolta nella leadership abbia un reale impatto sul business».

 

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