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Due donne ai vertici creativi di Coccinelle

Andrea Baldo, amministratore delegato di Coccinelle da un anno, ha cercato gli ingredienti in casa per preparare la nuova ricetta stilistica del brand, pronto ad accelerare sui mercati internazionali. Alla direzione creativa approdano due donne: Eleonora Pujia e Vinciane Stouvenaker.

 

Si tratta di due specialiste del mondo degli accessori, che si sono conosciute nell'azienda parmigiana e hanno dimostrato di avere qualità distintive e complementari, in grado di imprimere al marchio una nuova visione, rendendolo più fresco, contemporaneo e pensato per un clientela globale, come spiega a fashionmagazine.it l'amministratore delegato, proveniente da Marni.

 

«Quando ho ereditato la guida di Coccinelle (dal 2012 controllato dal gruppo E-Land, ndr) e ho cominciato a conoscere questa realtà - racconta - ho visto quante risorse c'erano al suo interno, anche se quello che mancava era proprio una direzione stilistica. Vinciane ed Eleonora si compensano: la prima ha un'attitude sofisticata, consapevole, la seconda un approccio più giocoso, innocente. Tra loro si è instaurato un dialogo appassionato e proficuo, che ridifinerà i codici del brand e il percorso di Coccinelle nel futuro».

 

Con trascorsi in Prada e Miu Miu in area commerciale, la socialite milanese Eleonora Pujia inizia la sua esperienza a 360 gradi in Coccinelle nel 1994: 22 anni sul campo, fino a ricoprire il ruolo di direttore della comunicazione.

 

Nel curriculum della designer belga Vinciane Stouvenaker figurano invece collaborazioni con Fratelli Rossetti, Kashyama, Ruffo, Iceberg (dove per tre anni è coordinatrice degli accessori). Step importante nella sua carriera è il lancio del marchio De Couture in tandem con il marito Massimo Mariotti, mentre l'approdo in Coccinelle è nel 2011.

 

«Ho molta fiducia in loro - aggiunge Andrea Baldo -. Sono sicuro che riusciranno a tradurre nell'immagine del brand, forte di prodotti di alta qualità ma value for money, la gioia di vivere italiana. È proprio questo spirito che vogliamo esportare all'estero».

 

Con il 60% del fatturato (77 milioni nel 2016, +11%) realizzato in Italia, Coccinelle si prepara infatti a una nuova fase di sviluppo oltreconfine: «Siamo ancora molto italiano-centrici - spiega l'a.d. - ma abbiamo in cantiere numerosi progetti, a partire dalla Cina, dove contiamo su una decina di spazi monomarca e nel 2017 ne aggiungeremo altri otto».

 

In Europa le energie della label si concentreranno soprattutto sulla Germania, «dove abbiamo una buona awareness», con l'avvio del primo flagship a Monaco, previsto per settembre, ma anche su Francia e in particolare Inghilterra, con il re-opening del monomarca londinese in base al nuovo concept dei negozi, frutto del new deal creativo del marchio.

 

«E poi il nostro sogno resta Milano - conclude Andrea Baldo -. La capitale della moda è già ben presidiata a livello retail da Coccinelle, con vari monomarca e corner, ma vorremmo aprire il primo vero flagship store entro il 2018. Fino adesso il brand è stato rallentato da una certa timidezza. Ora siamo pronti a crescere».

 

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