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Fabrizio Malverdi: un ex Lvmh alla guida di Agent Provocateur

Un executive di lungo corso prende le redini di Agent Provocateur: dopo le esperienze ai vertici di Dior Homme (dal 2011 a oggi), Givenchy e John Galliano, Fabrizio Malverdi diventa con effetto immediato ceo del marchio di luxury underwear, swimwear, beauty, calze e accessori.

 

Malverdi occuperà la nuova poltrona dal 2 maggio, affiancando Sarah Schotton, direttore creativo dal 2010, e il chairman Chris Woodhouse, che ha definito l'executive «un professionista di tutto rispetto, arruolato da Agent Provocateur dopo aver guidato i più affermati marchi internazionali del settore e fortemente focalizzato sulla creatività del prodotto, la crescita e la generazione di valore».

 

Il percorso di Malverdi, che prende il posto di Garry Hogarth, si commenta da sé: a prescindere dalla lunga militanza presso il gruppo Lvmh, ha lavorato per nomi del calibro di Vivienne Westwood, Martin Margiela e Calvin Klein Collection.

 

«Il mio obiettivo in Agent Provocateur - ha affermato - è traghettare questo business dall'heritage unico nella prossima fase di crescita, lavorando insieme al management per consolidare la sua posizione nell'ambito del luxury fashion».

 

In vista, come emerge da wwd.com, un rafforzamento della label in aree strategiche come l'Estremo Oriente (con un focus sulla Cina e sul Giappone, dove non esistono ancora monomarca Agent Provocateur) e l'estensione dell'offerta, con una connotazione meno "lingerie tout-court" e un'ottica più lifestyle, di cui potrebbero fare parte per esempio gli occhiali.

 

La storia di Agent Provocateur, dal 2007 nell'orbita della realtà del private equity 3i, parte nel 1994 da un'idea di Joe Corré (figlio di Vivienne Westwood e Malcolm McLaren, il cui cognome è quello della nonna della stilista) e Serena Rees e dal loro primo negozio nel cuore di Londra, a Soho.

 

È lo step iniziale di un'escalation globale, che porta il brand a conquistare fasce sempre più ampie di consumatrici, grazie a uno stile sensuale, irriverente e con un tocco di ironia, abbinato alla cura dei dettagli e alla ricerca sui tessuti.

 

Al successo contribuiscono i 111 freestanding store e shop-in-shop, sparsi in Usa (il mercato più importante), Europa, Canada, Emirati e Asia e connotati come lussuosi "empori", ispirati all'atmosfera maliziosa e seducente di un boudoir e con personale dall'inconfondibile divisa creata da Vivienne Westwood.

 

Chiude il cerchio l'e-commerce, realizzato attraverso un sito da 20mila visitatori al giorno, ma che con il nuovo corso potrebbe fare un salto di qualità, in un'ottica di omnicanalità (nella foto, Fabrizio Malverdi).

 

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