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Matchesfashion nomina Tom Athron chief operating officer

Con il passaggio della proprietà di Matchesfashion ad Apax Partners entra in azienda Tom Athron, nominato chief operating officer. Il manager, che risponderà diretamente al ceo del luxury e-tailer, Ulrich Jerome, non è la sola new entry nel team.  

 

In autunno i fondatori di Matchesfashion, Tom e Ruth Chapman, hanno ceduto la maggioranza del sito di e-commerce per una cifra stimata di 800 milioni di sterline ma sono rimasti come consulenti.

 

Tom Athron proviene dalla britannica John Lewis Partnership, che controlla i department sore John Lewis e i supermarket Waitrose, dove sedeva nel board e aveva la carica di group development director.

 

Prima ancora ha operato in Javelin Group, società di consulenza specializzata nel retail e nelle strategie e-commerce, dove ha lavorato con clienti come BT, Marks & Spencer, B&Q e Littlewoods.

 

In Matchesfashion dovrà occuparsi di ampliare il business su scala gloable nonché supevisionare le vendite online, la logistica e le attività legate alla customer experience.

 

Arriva invece da Yoox Net-a-porter Group Lea Cranfield, eletta commercial director di Matchesfashion: guiderà i team buying e merchandising, con focus sulle strategie commerciali del womenswear, menswear e della label di proprietà Raey.

 

In Ynap si occupava del merchandising di Net-a-porter e Mr Porter. Prima ancora ha lavorato come merchandising manager di Liberty e head merchandiser di Comme des Garçons.

 

Kim Hartlev è stato scelto per il ruolo di chief technology officer. Proviene dai supermercati Sainsbury’s dove ricopriva un ruolo analogo, ma ha esperienze di lavoro anche in BlackBerry, Movirtu e Mobilethink.

 

Attualmente Matchsfashion sta pianificando l'apertura di un nuovo centro logistico, che quadruplicherà le dimensioni di quello attuale.

 

Progetto che segue all'apertura di uno studio di progettazione, la scorsa estate, in zona east London. In settembre lancerà inoltre un nuovo concept retail a Londra (Mayfair), 5 Carlos Place, pensato anche come un broadcasting hub.

 

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