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Under Armour punta al rilancio con Frisk neo-presidente

Kevin Plank, fondatore, chairman e ceo di Under Armour, apre le porte a nuovi manager per affrontare le sfide delle prossime stagioni con un team più strutturato. Per questo ha deciso di cedere il ruolo di presidente a Patrik Frisk, ex ceo di Aldo Group e forte di dieci anni di esperienza in Vf Corporation, che assume anche la carica di chief operating officer.

 

Una decisione salutata con entusiasmo dagli analisti, convinti che Plank potrà in questo modo essere più libero di focalizzarsi sugli aspetti strategici. Con l'arrivo di Frisk, infatti, il lavoro si snellirà, poiché il numero dei manager che riporteranno a Plank si ridurrà da dieci a sei.

 

Secondo quanto riporta wwd.com, oltre alla nomina di Frisk, arrivano in azienda altri tre executive. Paul Fipps è stato nominato chief technology officer, Colin Browne ha assunto la carica di chief supply chain officer per tutto il sourcing e la logistica globale, mentre a Kevin Eskridge (già interno alla società con l'incarico di senior vice president of global merchandising) è stata assegnata la poltrona di chief product officer, con il compito di supervisionare prodotto, merchandising, design e innovazione.

 

Come ha dichiarato Matthew McClintock di Barclays, «l'azienda di Baltimora sta facendo i passi appropriati in vista di una crescita sostenibile e per guadagnare nuove quote di mercato. Frisk non porterà solo un nuovo punto di vista ma anche un'esperienza globale rilevante». E ha aggiunto: «Anche se l'azienda è ancora in una fase iniziale del processo di ristrutturazione e quindi la volatilità resta alta, crediamo che la nuova nomina porterà una prospettiva migliore per il 2018 e oltre».

 

Con un giro di affari di quasi cinque miliardi di dollari, Under Armour è oggi il terzo marchio di athleticwear ma è molto distante dai primi due, con Nike al primo posto (30 milioni di dollari) e Adidas al secondo (15 milioni), in fase di ascesa.

 

Nel primo trimestre dell'anno fiscale in corso Under Armour ha riportato la prima perdita di sempre, del valore di 2,3 milioni di dollari, o 1 centesimo ad azione, su un turnover di 1,12 miliardi, in calo rispetto al profitto di 19,2 milioni, o 4 centesimi ad azione, su un giro di affari di 1,05 miliardi di dollari dello scorso periodo di riferimento.

 

Come ha dichiarato Plank, la riorganizzazione del management e la razionalizzazione della struttura organizzativa puntano a un approccio più mirato sul consumatore e a una strategia go-to-market. Fondamentale per la crescita è il business digital.

 

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