Nove mesi

Ferragamo in fase di transizione: -0,9% i ricavi, -28% l'utile

La Salvatore Ferragamo archivia il bilancio a nove mesi con ricavi in flessione dello 0,9, per effetto del -4,7% del canale wholesale che non è stato controbilanciato dai risultati sul fronte retail (+1,2%).

 

Il gruppo fiorentino, che è tornato a fornire gli aggiornamenti trimestrali, ha totalizzato 1 miliardo di ricavi tra gennaio se settembre 2017. Il core business delle calzature ha registrato un calo dell'1,2% a 438 milioni di euro. La pelletteria, secondo maggiore segmento di riferimento ha segnato un -0,6% a 367 milioni. In flessione dello 0,9% l'abbigliamento, che rappresenta il 6% circa del fatturato totale, mentre la voce accessori è scesa del -4,6%.

 

A livello di mercati, in discesa soprattutto Norda America (-4,3%) e Giappone (-6,7%). In Europa (maggiore mercato di riferimento con ricavi pari a 264 milioni di euro) il marchio del lusso ha subito un -1,6%.

 

Nel periodo l'ebitda ha subito un -25% a 162 milioni e l'ebit un -32% a 115 milioni. L'utile è diminuito a 79 milioni di euro (-28%).

 

«L’anno in corso - dicono dall'azienda - si conferma un periodo di transizione, attraverso l’implementazione di interventi e iniziative strategiche di ampio respiro, estese alle principali aree aziendali».

 

Il mese scorso, lo ricordiamo, la maison ha deciso di affidare tutta la direzione creativa a Paul Andrew, già design director per le calzature.

 

Come riporta Reuters, nel corso della conference call di ieri con gli analisti, il ceo Eraldo Poletto non ha dato indicazioni prospettiche su vendite e margini ma ha affermato che «il 2018 sarà un altro anno di duro lavoro». «Dobbiamo essere cauti e fare ciò che è giusto», ha spiegato.

 

In base al consensus Thomson Reuters gli analisti si aspettavano ricavi per 1,008 miliardi (contro gli 1,005 effettivi), un ebitda di 164 milioni e un utile netto di 84 milioni.

 

In tarda mattinata le azioni Salvatore Ferragamo registrano uno dei maggiori ribassi alla Borsa di Milano: -5% a 20,7 euro per azione. L'indice Ftse Mib cede invece l'1,34%.

 

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