Nuovi accordi

Il canadese Aldo Group scommette sull'Italia: 100 nuovi store entro il 2020

Il gruppo canadese Aldo, sinonimo di calzature e borse fashion a prezzi accessibili, si espande in Italia con il partner Gaia Srl. Il fondatore Aldo Bensadoun (nella foto) racconta a fashionmagazine.it quale segmento di mercato vuole intercettare e spiega perché la sua non sarà mai una public company. 

 

«L'Italia è una grande opportunità per il gruppo», ha dichiarato Aldo Bensadoun, a Milano per spiegare i progetti di espansione nella Penisola. Insieme a Patrik Frisk - ceo di Aldo International, con un passato ai vertici di Timberland (VF Corporation) - ha ben chiaro il target a cui puntare: «Il nostro obiettivo è raggiungere un consumatore attento alle tendenze ma anche "value conscious", che sa scegliere in autonomia e di solito lo fa con personalità».

 

E se la donna è il business predominante, anche per l'uomo si prospettano risultati interessanti. Sbarcato timidamente sul nostro mercato nel 2011, con un opening a Milano e un altro a Roma, dal settembre 2015 il Gruppo Aldo ha un nuovo partner, Gaia Srl, che attualmente gestisce 10 punti vendita, destinati a salire a 23 (tra negozi e shop in shop) per la fine del 2016.

 

«L'idea - ha spiegato Luca Ghidini, altro ex manager Timberland, fondatore e ceo di Gaia - è raggiungere una presenza capillare attraverso un centinaio di aperture entro il 2020. Partiremo dai capoluoghi di regione per poi arrivare nei maggiori centri storici». La formula è quella della gestione diretta o del franchising.

 

Particolarità della partnership fra Gaia e Aldo Group è la suddivisione, esattamente a metà, sia degli investimenti, sia degli incassi giornalieri nei negozi. Il primo opening con Gaia è stato quello di Arese, all'interno del nuovo centro commerciale Il Centro, mente il prossimo sarà a Roma, tra tre settimane, presso lo shopping center Parco Leonardo.

 

Tra circa un mese inaugurerà a Napoli, presso il centro Campania, ma sono in programma aperture anche a Palermo (nel centro storico) e nei negozi Coin (previsti cinque shop in shop). Grazie a un accordo con i department store La Rinascente il brand nordamericano è già arrivato a Palermo, Cagliari e Catania, città quest'ultima per cui sono previste ulteriori aperture nei centri commerciali Centro Sicilia ed Etna Polis.  

 

«L'Italia sta mostrando buone performance - ha dichiarato Ghidini -. Grazie all'espansione del network puntiamo di realizzare una crescita dei ricavi di oltre il 50% per la fine del 2016».

 

Sui numeri non ama sbilanciarsi nemmeno il fondatore Aldo Bensadoun. Online circolano stime di ricavi consolidati intorno ai 2 miliardi di dollari. «Quello che emerge dal web è probabilmente corretto», ha affermato il ceo di Aldo International, Frisk, parlando di un'accelerazione del gruppo del 5% l'anno.

 

Certo è che il 76enne Aldo Bensadoun oggi occupa il 31esimo posto tra i più ricchi del Canada, nella lista stilata da Forbes per il 2016. Con un patrimonio stimato a 1,2 miliardi di dollari è 1.577esimo al mondo (ma era 1.118esimo nel 2015).

 

La sua è una storia da "sogno americano". Di origini marocchine, padre commerciante di calzature e nonno calzolaio, trascorre l'infanzia in Francia, va all'università a New York ma termina gli studi di Economia a Montreal.

 

Per mantenersi in Canada vende enciclopedie porta a porta, ma nel 1972 inizia il business delle calzature a Montreal con Aldo Shoes. Oggi il gruppo da lui presieduto conta più di 20mila dipendenti e 200 milioni di consumatori nel mondo, grazie agli oltre 2.050 store sparsi su tutti i continenti (eccetto l'Antartide).

 

Le collezioni sono prodotte un po' ovunque nel mondo: Cina, Brasile, Europa, Italia compresa (alcuni fornitori di calzature sono a Civitanova, nel distretto marchigiano).

 

Aldo Bensadoun è l'unico proprietario dell'azienda e a fashionmagazine.it ha confermato di non avere alcuna intenzione di valutare un eventuale collocamento in Borsa, né di essere interessato ad aprire il capitale a investitori istituzionali. Il suo motto, da più di 40 anni è: «Freedom is better».

 

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