Nuovi inizi

Galliano-de la Renta: show perfetto, ma già infuria la polemica per un look dello stilista

Anche se John Galliano è rimasto invisibile alla sfilata di Oscar de la Renta (non è uscito a salutare e non si è visto neanche seduto in prima fila), la sua presenza si è fatta sentire nella collezione in pedana, definita da Valentino Garavani "molto bella". Ma dopo gli applausi, si fa già largo la polemica: l'ex direttore creativo di Dior è stato definito "cretino" dal New York Post, per essersi fatto fotografare in abiti "hasidim'' (ebrei ortodossi).

 

C'era molta curiosità intorno ai risultati scaturiti dalla collaborazione tra Galliano e de la Renta - favorita, a quanto si mormora, da Anna Wintour di Vogue America - e le attese non sono state deluse. Sulla passerella hanno sfilato 50 look elegantissimi, in perfetto stile Upper class newyorkese, tipici del designer ottantenne, ma con cappelli a cloche neri e cappe gotiche che ricordavano le creazioni dello stilista di Gibilterra. "Oscar de la Renta con un tocco di Galliano, adorabile!", ha esclamato Diane von Furstenberg ."Si può vedere l'influenza di Galliano nello styling del fashion show - ha subito scritto su Twitter Eric Wilson del New York Times - nel modo in cui le modelle indossavano il cappello delle modelle e per come portavano legate in vita le cinture in pelle".

 

Il défilé, oltre a richiamare un parterre d'eccezione nella showroom del brand sulla 42esima (tra gli ospiti. oltre a Diane von Furstenberg, anche Valentino Garavani con Giancarlo Giammetti) ha sbancato anche sul web. La sfilata online, infatti, è stata seguita da un pubblico talmente numeroso, da mandare in tilt lo streaming sul sito oscardelarenta.com.

 

In attesa di capire se questo show segnerà il comeback di Galliano alla moda e un nuovo corso per il marchio Oscar de la Renta, non resta che constatare il successo di critica registrato dalla collezione, promossa a pinei voti anche da un esperto come Valentino Garavani, seduto in prima fila: “Mi è piaciuta molto. Senza alcuna eccezione. Forse i cappelli non mi hanno convinto fino in fondo", ha sentenziato lo stilista romano, parlando con la stampa Usa. Poi ha aggiunto che i drappeggi visti in pedana portavano la cifra creativa di Galliano, "ma il resto era Oscar".  

 

Ma prima ancora di riscuotere gli applausi per il contributo allo show, Galliano ha già attirato su di sé i primi fischi: oggi il New York Post gli ha dato in prima pagina del ''cretino'' per essersi fatto fotografare vestito come un "hasidim'' (i ragazzi delle comunità religiose ebraiche ortodosse), con tanto di capellone e di "peyot", i riccioli laterali. Una scelta di look discutibile, considerate le dichiarazioni antisemite che lo hanno portato al licenziamento da Dior.

 

 

 

 

 

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