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Prada colloca all'estero un super bond, ma perde il primo round su Cova

 

La casa di moda ha collocato all'estero un bond da 130 milioni di euro: un blitz sul mercato azionario, grazie al quale è riuscita a ottenere un finanziamento a tassi vantaggiosi sui mercati internazionali. Intanto, però, Bertelli deve incassare il no del Tribunale di Milano alla sua richiesta di un sequestro del marchio Cova e della società che gestisce la storica pasticceria.

 

All'imprenditore, il comportamento della famiglia Faccioli (che aveva venduto a fine giugno la maggioranza delle attività di Cova a Lvmh) non è andato giù: dopo mesi di trattative, terminati con il "colpo di scena" della cessione dell'iconico caffè del Quadrilatero a Bernard Arnault, Bertelli si è sentito in diritto di portare in giudizio gli ormai ex proprietari, sostenendo che il carteggio durante i negoziati era a tutti gli effetti la base per un accordo di compravendita.

 

Ma come emerge oggi dai quotidiani e dalle agenzie di stampa, il Tribunale ha respinto le istanze del patron di Prada, che è probabile ricorra in appello. Pare che la decisione dei Faccioli (cui è rimasto un 20%, detenuto dalle figlie di Mario Faccioli e Graziella Copeta, Daniela e Paola) a favore dei francesi sia stata presa per ragioni di prezzo, ma anche per il timore che la casa di moda italiana potesse spostare l'ingresso di Cova da via Montenapoleone alla meno visibile via Sant'Andrea.

 

Intanto tiene banco un'altra notizia: in base a quanto riporta Reuters, Prada ha prezzato una riapertura di 130 milioni di euro del suo bond quinquennale al 2018, con cedola al 2,75%. Il regolamento è fissato per il primo agosto e le obbligazioni saranno quotate sulla piazza irlandese.

 

 

 

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