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A Serravalle sciopero di Pasqua confermato. Bricola: «Aperture garantite»

Confermata la protesta di Pasqua nel Serravalle designer outlet di Serravalle Scrivia (Al), che ospita marchi come Prada, Gucci, Armani e Saint Laurent. Le contestazioni dei lavoratori inizieranno alle 9,30 di sabato mattina con uno sciopero e presidi presso le due rotonde che regolano l'accesso al centro dello shopping. Il direttore dell'outlet Daniela Bricola ipotizza un numero limitato di adesioni ed effetti sui consumatori ridotti al minimo.

 

Il programma delle proteste, che prevede uno sciopero anche la domenica di Pasqua, è stato confermato all'assemblea dei lavoratori di ieri sera (10 gennaio): la quarta voluta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil.

 

In discussione ci sono la decisione della proprietà McArthurGlen di tenere aperto da quest'anno sia a Pasqua sia il giorno di Santo Stefano, ma anche i molteplici contratti che regolano l'impiego dei circa 2mila lavoratori di Serravalle.

 

«Lavorare a Pasqua in un outlet rappresenta la cartina tornasole della perdita di umanizzazione del lavoro, non giustificata neanche dall'aumento dei consumi, che in realtà sono precipitati», ha dichiarato al Corriere della Sera Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl.

 

I sindacati accusano i proprietari di McArthurGlen di non essersi seduti al tavolo delle trattative. «In passato - spiega a fashionmagazine.it il direttore dell'outlet Daniela Bricola - abbiamo avuto relazioni cordiali con le rappresentanze sindacali. In questo frangente abbiamo ritenuto di non partecipare perché noi gestiamo la superficie commerciale, non i contratti dei lavoratori».

 

Un po' sorpresa per l'interesse suscitato dalla notizia, Bricola fa notare che diversi outlet sul territorio nazionale già da anni sono aperti o a Pasqua o per Santo Stefano o in entrambe le giornate: «Non è una novità in questo settore», dice. E aggiunge: «La decisione di non chiudere è stata presa dopo avere valutato attentamente ciò che accade nel tessuto competitivo: ormai è impossibile cambiarla».

 

«Il centro manterrà regolarmente attivi tutti i punti vendita e garantirà tutti i servizi», precisa. Pur ritenendo che le manifestazioni dei lavoratori avranno un seguito e una forma di risonanza, Bricola stima un numero limitato di partecipanti alle proteste nel centro dell'alessandrino - probabilmente qualche decina di persone - e disagi ridotti al minimo per i visitatori.

 

Quanto agli effetti sullo shopping, Bricola risponde: «Dipende da come reagiranno i consumatori». Per le festività in genere, il direttore parla di volumi di vendita importanti. «Il 50% del business degli outlet è realizzato nel weekend e nelle festività - fa osservare -. Una domenica di festa può portare tra i 25mila e i 30mila visitatori».

 

Inoltre, con l'inizio della bella stagione è atteso l'arrivo dei primi turisti europei, di regola abituati alle aperture festive. Si stima che siano 13 i Paesi europei con una legislazione simile a quella italiana in materia di liberalizzazione delle aperture.

 

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