Occhiali

Moscot rilancia in Europa: «Dal Lower East Side a Roma, passando per Londra»

L'Europa è nel mirino di Moscot, marchio di occhiali newyorkese con 101 anni di storia alle spalle, tutta scritta dalla medesima, omonima famiglia. Dopo avere preso il controllo della distribuzione nel Vecchio Continente, arrivano anche i monomarca. A Londra, lo scorso anno. E ora si punta a Roma.

 

Ne è passata tanta di acqua sotto i ponti di Manahattan da quando, a fine Ottocento, Hyman Moscot, arrivato dalla Polonia, vendeva i suoi occhiali su un carretto agli addetti del garment district del Lower East Side. Nel 2015 arriva il primo negozio del brand, trasferitosi nel 1936 al civico 108 di Orchard street, dove è tutt'oggi attivo.

 

Il carretto è tutt'oggi simbolo di questo marchio di occhiali famoso per la qualità dei suoi prodotti e grazie al gradimento di un pubblico di vip composto da attori, artisti e creativi. Una lista lunghissima in cui figurano nomi come Lady Gaga, Dakota Fanning, Susan Sarandon, Tim Burton, Kirsten Dunst e Johnny Depp, che ha portato al successo il modello iconico del brand, il Lemtosh.

 

Prodotti venduti nei negozi di ottica ma anche in templi dello stile come LuisaViaRoma, Colette a Parigi, Liberty a Londra, Barneys e Bergdorf Goodman negli Stati Uniti, Dover Street Market a Tokyo, Londra e New York.

 

«I nostri clienti sono alla ricerca di prodotti autentici, lontani dalle mode passeggere, dal fit perfetto e che durano nel tempo», raccontano a fashionmagazine Harvey e Zac Moscot, padre e figlio (nella foto), rispettivamente la quarta e la quinta generazione della famiglia proprietaria del brand. L'uno con una formazione da optometrista, secondo la tradizione di casa Moscot, l'altro che ricopre il ruolo di product designer.

 

Una mosca bianca (una "moscot" bianca, verrebbe da dire), in un panorama di brand nelle mani di grandi gruppi, fondi e cordate di imprenditori. E proprio per questo apprezzata dal mercato.

 

Con una produzione annuale di 100mila occhiali l'anno, e un prezzo medio di circa 250euro, Moscot vende per il 50% negli Stati Uniti. L'Europa rappresenta il 30% del giro di affari, con una distribuzione in 857 negozi in 26 nazioni.  Un business che da oggi i Moscot controllano direttamente.

 

«Lo scorso anno - raccontano Harvey e Zac  - abbiamo preso le redini della distribuzione nel Vecchio Continente, con l'obiettivo di lavorare a stretto contatto con i clienti, a cui puntiamo a garantire il servizio impeccabile che ci contraddistingue. L'altro obiettivo è essere vicini al mercato, a cui vogliamo raccontare in prima persona la nostra storia e l'heritage del marchio».

 

Nel corso di questi ultimi mesi i Moscot hanno inaugurato gli headquarters corporate di Lugano e un centro di distribuzione in Italia, che consentirà di seguire anche nazioni vicine all'Europa come Turchia, Medio Oriente e Africa. Strategico è stato il lancio di un sito b2b per gli  ordini che funziona 24 ore su 24.

 

In parallelo è stato aperto il primo punto vendita nel Vecchio Continente, a Londra nell'area di Carnaby, a cui farà seguito un secondo opening. «Puntiamo ad approdare entro il prossimo anno a Roma, città in sintonia con il nostro dna. L'atmosfera creativa che si respira nel Lower East Side di New York, infatti, è simile a quella che contraddistingue la capitale italiana, legata alla sfera del cinema, dell'arte e della musica». L'obiettivo, puntualizzano i Moscot, è piantare poche bandierine in città strategiche nel mondo.

 

Oggi l'offerta si articola in due etichette: la Originals, che celebra il fascino dell'heritage e delle linee più classiche, e la Spirit, che si allontana dagli archivi di famiglia senza rinnegare le radici. La produzione è affidata a una piccola azienda cinese, che lavora seguendo scrupolosamente gli input dei proprietari. «Anche se siamo un brand globale - tengono a precisare Harvey e Zac - rimaniamo nel cuore il negozio di ottica del quartiere».

 

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