PITTI UOMO 92

Christian Louboutin: «Le sneaker, una palestra di creatività»

Da sempre legato all’excitement dei red carpet, ai set fotografici, ai redazionali sulle riviste patinate, Christan Louboutin è sceso in campo oggi 13 giugno, a Firenze, con un inedito special project: un torneo di bike polo della durata di un giorno, di scena in piazza Santa Maria Novella. Sotto i riflettori le nuove sneaker "Aurelien". Il designer si racconta in un'intervista a fashionmagazine.it.

 

Niente Carrie Bradshow di Sex and the City: a Firenze al posto dei tacchi scendono in campo le sneaker. E niente dive del cinema ma atleti, fra cui i francesi campioni del mondo della specialità, i “Call me Daddy”. Protagoniste sono otto squadre provenienti da diversi Paesi del mondo e i vincitori saranno premiati da Louboutin in persona.

 

Sotto i riflettori (e ai piedi dei giocatori), una proposta di punta della collezione maschile per il prossimo inverno: le sneaker “Aurelien”, evoluzione delle primaverili “Loubikick”, interpretate in versione low-top, in vendita da questo mese in boutique selezionate del marchio e online sul sito della maison.

 

Emblema conclamato della femminilità, dal 2005 Louboutin si è messo in gioco con la linea maschile. Una label che oggi copre il il 20% circa del giro di affari: oltre 200mila paia di scarpe ogni anno che generano fatturati in crescita a doppia cifra ogni anno, fra cui spiccano modelli cult come “Greggo” e “Dandelion”, o come la sneaker “Louis”, fra i must have della griffe. Ne parla il designer.

 

Come mai ha scelto Pitti Uomo per questa iniziativa e perché questa grande attenzione al mondo dello sport?

Negli ultimi anni ho collaborato con campioni del mondo sportivo, compreso il mio amico Henri Tai di SportyHenri.com, o con la delegazione cubana delle Olimpiadi di Rio. Apprezzo molto il loro spirito, frutto di un mix di talento, perseveranza e sangue freddo, sudore e lacrime. Ma il gesto sportivo è anche un'espressione di gioia di vivere ed eleganza nella forma più pura. Concentrare tutti questi aspetti in un unico evento vuol dire molto per me: è una fonte di ispirazione notevole.
 

L'elenco di celebrity donne che vanno pazze per le sue scarpe è lunghissimo. Chi sono i fedelissimi al maschile delle Louboutin?

Adoro lavorare con tutti gli artisti. Dagli attori Leonardo DiCaprio, MilesTeller, Eddy Redmayne, Idris Elba, Michael Fassbender a sportivi come David Beckham, Tony Parker. In particolare, i modelli di scarpe più presenti sui red carpet sono Dandelion e Greggo.

 

Cosa rappresentano le sneaker nella sua offerta di calzature maschili a livello di creatività ma anche di percentuale sulle vendite?

Adoro lavorare con le sneaker perché mi permettono di non avere confini in termini di creatività, mix di colori, tessuti, borchie, punte, eccetera. E sembra siano sempre più apprezzate dai consumatori.

 

Perché a Milano ha scelto di essere presente con una boutique solo maschile?

Questa città ha un grande significato per me dal punto di vista della moda maschile. I milanesi sono molto eleganti e attenti ai dettagli. Possiedono una cultura del tailoring che non esiste da nessuna parte al mondo e per questo ho capito quanto fosse importante essere presente con un negozio proprio qui.
 

In generale ha in programma aperture importanti in Italia nei prossimi mesi? Se sì, dove e con quale format?

L'Italia è sicuramente parte dei nostri progetti futuri ma non c'è nulla di ancora confermato.
 

Come mai ha scelto di far realizzare in Italia le sue calzature maschili? Quali i plus nel nostro Paese?

Tutte le mie calzature femminili sono prodotte in Italia quindi era scontato che facessi lo stesso anche con l'uomo. La cultura artigianale è per me strategica, oltre a essere una vera passione. L'Italia è impareggiabile per quanto riguarda la qualità e la cura nella realizzazione delle scarpe. È un piacere lavorare con gente che è custode di un simile patrimonio di conoscenze e di amore per il prodotto. E che mi consente di spingere più in alto l'asticella dello shoe design.

 

Dopo le scarpe le borse e ora anche il beauty, con rossetti, smalti, make up e fragranze. Quale il prossimo step?

Ho fin troppo lavoro da fare, dal momento che sono coinvolto in tutte le fasi del processo creativo e che voglio continuare così. Al momento resterò concentrato su queste categorie.

 

Di recente ha lanciato la borsa Mexicaba, realizzata in alleanza con artigiani Maya, che sarà venduta con fini benefici: che significato ha per lei questa iniziativa?

Sono stato molto fortunato nel corso della mia carriera e mi sento grato per questo. Il mio lavoro mi consente di incontrare gente sorprendente, scoprire culture diverse e confrontarmi con artigiani eccezionali. Quando posso faccio di tutto per dare risalto alle organizzazioni che aiutano le comunità locali a migliorare le loro condizioni di vita attraverso la cultura e il lavoro artigianale. È il caso della borsa Mexicaba con Taller Maya, nota per l'aiuto che dà alle popolazioni nella penisola dello Yucatan per preservare le loro tradizioni. La missione di Taller Maya è di preservare il savoir-faire, in un momento in cui il patrimonio culturale dei singoli popoli rischia di venire annacquato. Ciò assicura un sostegno importante agli artigiani Maya dal punto di vista economico. Chiunque mi conosce sa che sono ossessionato dall'arte e dall'artigianato messicano: per questo si è trattato di una scelta coerente.

 

Ha collaborato con Jaeger-LeCoultre nella creazione di una limited edition di orologi, ha firmato le scarpe alta moda di Bouchra Jarrar, Yiqing Yin e Ulyana Sergeenko, ha creato una capsule per il sito SportyHenri.com...Quale il senso delle collaborazioni per lei?

Come mi piace ripetere, i begli incontri possono dare vita a bei progetti. Non è una cosa che io prevedo ma ogni volta queste partnership sono il risultato di forti legami e valori condivisi, sempre riguardo ad artigianalità, design e qualità. La storia è diversa con giovani designer come Yiqing Yin or Ulyana Sergeenko. So che non hanno tempo di concentrarsi sulle scarpe, perché sono impegnati con i vestiti. Quindi offro loro la chance di realizzare le loro calzature nelle nostre fabbriche, in modo che possano esprimere la propria creatività in modo completo sulle passerelle (nella foto, un momento dell'evento di oggi a Firenze).

 

 

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