Pitti Uomo 92

I pantaloni Germin Group: dopo Michael Coal arriva Not to be found

Dopo aver conquistato un pubblico internazionale con la linea di pantaloni informali maschili Michael Coal, Germin Groupsi lancia in una nuova avventura con Not to be found, che debutta in occasione di Pitti Uomo con un evento, in calendario questa sera, 13 giugno al Four Seasons Hotel Firenze.

 

«Not to be found è una label con cui puntiamo a conquistare un ulteriore target di clientela, concentrandoci su pantaloni con volumi aggiornati, vestibilità più ampie, con fondi di 18 centimetri e una vasta scelta a livello di pince, da una fino a tre», spiega Michele Carbone, titolare dell’azienda di Nola con i suoi tre fratelli, nonché responsabile della parte stile.

 

Confezionati con tessuti cimosati realizzati in esclusiva da produttori selezionati, i pantaloni Not to be found comprendono chino e jeans in versione attualizzata e un pacchetto work con tasconi. Andaranno in vendita dai 40 ai 65 euro sell-in, con ricarichi da 2,8 a 3,2.

 

Una nuova freccia all’arco della realtà campana, che produce pantaloni anche conto terzi ed è scesa in campo nel 2010 con Michael Coal, brand che ha generato un giro di affari di 12 milioni nel 2016, in netta crescita rispetto ai 7,9 del 2015.

 

«In pochi anni ci siamo fattiapprezzare grazie ai contenuti del marchio, che si posiziona su una fascia prezzi analoga a Not to be found: una proposta casual chic made in Italy, che declina il pantalone informale nelle diverse versioni, a partire dal chino per arrivare al jeans, con linee pulite, una grande attenzione ai dettagli e alla scelta delle materie prime - spiega Carbone -. Una collezione che esponiamo a Pitti Uomo, venduta da boutique come Excelsiora Milano, Magenta Hommea Brescia, Gruppo Clarke Zita Fabianinel Lazio, Della Martirain Emilia Romagna, per citarne alcune, oltre che nei siti di e-commerce più esclusivi».

 

Nella foto, una proposta di Michael Coal

 

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