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Sinigaglia (Replay): «Torniamo alla redditività. E partiamo alla conquista degli Usa»

Un marchio che sta uscendo fortificato da anni difficili e pronto ad affrontare nuovi mercati con un prodotto mirato: questo l'identikit di Replay tracciato da Matteo Sinigaglia, ceo di Fashion Box, cui fa capo il brand: «Nel 2016 l'ebitda è tornato positivo, dopo due anni di turnaround, e nel primo quadrimestre del 2017 finalmente siamo tornati alla redditività».

 

Nell'anno fiscale 2016 il giro di affari si è attestato sui 227 milioni di euro, con una crescita di quasi il 10% a parità di perimetro, perché essendoci stata nel 2016 la joint venture in Cina con Belle International (che ha acquisito il 30% della società, ndr), non verrà più considerato il business cinese», spiega Sinigaglia, che detiene il restante 70% dell'azienda con il fratello Massimo.

 

L'imprenditore guarda con ottimismo all'anno in corso, sull'onda dei buoni risultati del primo quarter: «Prevediamo di chiudere il 2017 in utile, con una progressione analoga al 2016».

 

«È merito del lavoro svolto - prosegue - che ci ha visti impegnati nel mantenere coerenza e consistenza nei confronti di una scommessa fatta tre anni fa a livello di prodotto e di consumatore, puntando a creare innovazione e rilevanza nel comparto denim, in anni caratterizzati da fluttuazioni di mercato».

 

«Ora, sull'onda del risveglio del denim, dal mondo del lusso alla fast fashion, la competenza degli specialisti, in grado di assicurare prodotti di grande qualità, ha sicuramente una rilevanza presso il mercato», sottolinea Sinigaglia, che in questo momento è molto concentrato sullo sviluppo all'estero, che già rappresenta l'80% del giro di affari.

 

Nell'anno in corso è stato aperto il primo punto vendita in Brasile, nella centralissima avenida Oscar Freire, e nuove aperture sono previste in tutto il Sudamerica, dal Paraguay all'Uruguay, fino al Brasile, dove nel secondo semestre dell'anno in corso è previsto l'opening di un punto vendita a Buenos Aires.

 

Imminente l'approdo negli Stati Uniti, che rappresentano una scommessa importante: «Dovremmo concludere l'accordo con un partner che ci consentirà di penetrare nel Paese scommettendo sul wholesale e sull'e-commerce».

 

Anche l'Est Europa è nel mirino: «Un mercato storicamente importante dove abbiamo cercato di crescere in qualità e non in velocità, dove abbiamo una presenza significativa in Serbia e Repubblica Ceca. Ora apriremo la Polonia entro fine anno, con il primo negozio a Varsavia, frutto dell'accordo con un partner».

 

In Cina intanto Belle International porta avanti l'obiettivo di avviare 150 store nell'arco di cinque anni: «A luglio è prevista una mega festa a Shanghai per l'opening di un grande negozio, operativo da questo mese. Belle International è un gruppo molto forte, con 20mila store sul territorio, che sta creando un notevole dinamismo a livello marketing e di presenza del marchio presso il consumatore finale».

 

Ma anche l'Italia non è da meno: «Con l'invernale siamo cresciuti del 30%. Niente male davvero».

 

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