Pitti Uomo

Geospirit (Francesca Lusini): «Pronti al rilancio. Si torna al dna e zero pellicce»

Geospirit torna alla ribalta con un progetto di rilancio che si aggancia alle origini del brand. «Recuperiamo le nostre radici, legate alla terra e ai suoi valori», spiega Francesca Lusini, presidente del Gruppo Peuterey, cui fa capo il marchio. Di scena a Pitti Uomo una collezione che dice addio alle pellicce in nome della sostenibilità, recuperando il know how tecnico del marchio, con un occhio attento allo stile.

 

«Ultimamente - spiega Francesca Lusini a fashionmagazine.it - Geospirit aveva perso la sua identità, assecondando le richieste del mercato. Era una collezione molto vasta ma forse un po' distonica. Mancava un progetto coerente e un messaggio forte, c'era bisogno di recuperare il dna della label».

 

Nata nel 1990, Geospirit è partita come linea di outerwear quasi tecnico, rivolta ai negozi di articoli sportivi. Con i cambiamenti nel mercato e l'evoluzione del gusto, la label ha seguito la distribuzione di Peuterey, lanciata nel 2002 con un gusto più urbano, sorella minore ma oggi punta di diamante del gruppo, con una quota del 90% su un giro di affari di 70 milioni di euro nel 2016.

 

È tempo di ridare smalto anche a Geospirit, riallacciandosi alla sua storia al forte know how sul capospalla tecnico, interpretato con un gusto fashion. «Il nostro heritage del resto è nel nome, "spirito della terra" - chiarisce Lusini -. Per questo ci leghiamo ai quattro elementi, terra, aria, acqua e fuoco con un imperativo: rispettiamo il pianeta».

 

Un concetto che rimanda a una scelta ben precisa: niente pelliccia nei capi e solo piuma proveniente da animali allevati per la catena alimentare: «Gli animali preferiamo usarli come stampe per i capi iconici della collezione, che ne riproducono il manto con stampe e tecniche esclusive».

 

Il progetto di rilancio parte con il womenswear, che oggi copre l'80% del brand per volume d'affari e numero di capi. «Portiamo a Pitti Uomo una collezione concentrata: 35 capispalla, con un target di prezzi dai 350 ai 550 euro sell out, meno di Peuterey, che ha un range tra i 400 e i 1.000 euro - racconta Lusini -. Una collezione seguita da un ufficio stile interno, in attesa dell'arrivo di uno stilista noto, di cui presto sveleremo il nome. Un po' come è stato con Federico Curradi, partito con una capsule per Peuterey e oggi direttore creativo di tutta la linea».

 

A livello di posizionamento niente accavallamenti tra le due etichette: «Peuterey è una collezione di upper casualwear dall'immagine più androgina e dinamica, Geospirit un leisurewear più morbido e femminile, distribuito attualmente in 350 punti vendita in Italia e circa 100 all'estero: «Un prodotto di nicchia e vogliamo che resti tale - sottolinea Lusini - perché in primo luogo ci interessa il target dei clienti».

 

Dare un messaggio forte, oggi, significa anche aprirsi a nuove formule di comunicazione. «Il progetto - racconta Lusini - sarà raccontato da quattro giovani donne con una storia particolare, ciascuna abbinata a uno degli elementi: Isabella Nardini, vulcanologa legata al fuoco, Giulia Gabrielleschi, nuotatrice affiancata all'acqua, Beatrice Venezi, direttrice d'orchesta per l'aria, e Ginevra Taccola, designer, emblema della terra».

 

«Ci accompagneranno - spiega - nel raccontare il nuovo prodotto: saranno nostre ospiti a Pitti Uomo, dove il 10 siamo in calendario con un evento in stand, e poi sui social (l'hashtag è #geospirit4elements, ndr), dove spingiamo l'acceleratore anche su Geospirit, come abbiamo fatto già con Peuterey».

 

Intanto scalda i muscoli la terza etichetta di casa, Post Card: «Una label di nicchia molto chic legata alla montagna, per il 90% donna, che va molto forte negli Stati Uniti e nelle località sciistiche alpine. Anche qui ci saranno interessanti novità. Non a caso ci siamo affidati per la vendita alla showroom Daniele Ghiselli».

 

L'anno si apre con importanti novità per il Gruppo Peuterey, in attesa di leggere i numeri del bilancio relativo all'anno fiscale 2018, che si chiude il 31 marzo prossimo. «Dopo le stagioni difficili della crisi cresceremo sia in Italia che all'estero - conclude Lusini -. La progressione sarà più forte oltreconfine, dove prevediamo un incremento double digit, ma anche in Italia siamo molto fiduciosi, soprattutto in virtù del rilancio di Geospirit».

 

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