Pitti Uomo

I pantaloni di Entre Amis crescono double digit e conquistano le vetrine della Rinascente

Presente a Pitti Uomo, il brand di pantaloni maschili Entre Amis è sempre più protagonista nei department store Rinascente: a Firenze ha conquistato cinque vetrine nel mese di gennaio mentre a Milano, dalla prossima settimana, sarà in vetrina come eccellenza del denim. Un successo confermato dai numeri: un fatturato di 11,5 milioni di euro nel 2017, rispetto ai 7,5 del 2016.

 

Approdati lo scorso settembre in Rinascente con un corner dedicato nei punti vendita di Milano, Firenze, Roma e Palermo, i pantaloni di gusto rétro-modern di Entre Amis hanno registrato da subito ottime performance. A Milano i riscontri sono stati tali da richiedere un riassortimento di articoli dopo solo un mese, con un livello di vendite costante che a fine novembre ha superato la soglia del 50%.

 

Un risultato che oggi porta il brand a conquistare una presenza importante nelle vetrine del department store. A partire da Firenze, dove in occasione di Pitti Uomo e fino al 29 gennaio ne monopolizza cinque con una limited edition di capi realizzati in esclusiva per il punto vendita.

 

«Dal 16 gennaio, in occasione di Milano Moda Uomo, le proposte di Entre Amis, che in Giappone è il terzo marchio di pantaloni da uomo più venduto, avranno il loro momento di celebrità nella vetrina accanto all'ingresso, dedicata ai suoi pantaloni in denim Kurabo giapponese» racconta Antonio Casillo, giovane imprenditore napoletano, titolare con il fratello Angelo di C.A.Group, cui fa capo la label.

 

Nato nel 2010 il gruppo differenzia la produzione con altre due etichette: il total look firmato Coroglio - costola di Entre Amis divenuta una linea a sé, partita con un'offerta prettamente estiva e dal prossimo inverno al debutto con un total look maschile completo - e Filomarino, proposta di capispalla nel solco della tradizione sartoriale napoletana.

 

Marchio di punta di C.A. Group, Entre Amis è partito con il pantalone modello Gagà, aderente e corto alla caviglia, al quale ha aggiunto nel tempo nuovi modelli, fino ad offrire oltre 150 pantaloni. Con la punta di diamante rappresentata dalla serie Workshop Officina, che rappresenta il laboratorio di sperimentazione della label, nata con il denim premium di Kurabo e oggi aperta a nuove soluzioni.

 

Tutti i capi sono rigorosamente made in Italy, confezionati con materiali realizzati in esclusiva da tessiture selezionate e realizzati con cura artigianale da un pool di laboratori della zona, per una produzione a chilometro zero, di cui i fratelli Casillo vanno orgogliosi.

 

Così come tengono a sottolineare la filosofia green che permea l'azienda, di recente trasferitasi in una sede più ampia: 8mila metri quadri nella zona industriale di Nola, rispetto ai 1.500 precedentemente occupati al Cis, dove il risparmio energetico è un diktat, insieme all'attenzione a qualsiasi spreco.

 

Venduto oggi principalmente in Italia, il brand è apprezzato anche in Giappone (secondo mercato), Benelux, Scandinavia, Austria, Svizzera e in Germania, mentre sono in corso trattative per la Corea. Tra i negozi clienti, oltre alla Rinascente, nomi come La Coupole a Venezia, Sugar ad Arezzo, d'Aniello a Napoli, Barneys, Isetan e Beams in Giappone.

 

Intanto i numeri crescono velocemente: dopo i 7 milioni e mezzo di fatturato del 2016 (+10%), nel 2017 è stata infranta la barriera dei 10 milioni, con un turnover di 11 milioni e mezzo, in progress  del 60%, e con la previsione di un altro anno con segno più.

 

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