Pitti Uomo

Il debutto di Major Giovanni Allegri: tra savoir faire italiano e tecnologia

Tra gli highlights a Pitti Uomo c'è Major Giovanni Allegri, collezione inedita di capispalla uomo e donna, risultato di un’idea di Giovanni Allegri, figlio di Augusto, padre del trench all’italiana, uno degli imprenditori più apprezzati tra gli anni Sessanta e i Novanta.

 

«Un marchio agli esordi, ma con molti anni di storia alle spalle e un forte know how manifatturiero - spiega Giovanni Allegri - a cui uniamo la freschezza del team creativo, proveniente da esperienze internazionali di alto profilo, che lavora all’interno del nuovo polo produttivo di Montelupo Fiorentino».

 

La scommessa è stata investire in strutture, digitale e risorse umane per plasmare una proposta di capi dal taglio minimale, realizzati da una filiera produttiva italiana, che mixa savoir faire del Belpaese e ricerca tecnologica. I tessuti esclusivi impiegati nascono sulla base degli input dell’ufficio stile interno e disegnano proposte dalle geometrie e dai volumi inediti, che scommettono sulle contaminazioni.

 

Un «living wardrobe» popolato da trench, parka, peacot, bomber e car coat, icone del guardaroba maschile e femminile, interpretati all’insegna della leggerezza e della versatilità. Merito dei liner, gli interni staccabili che dialogano con gli involucri esterni, in un gioco di addizione o sottrazione. Forte di un investimento rilevante, Major affronta il mercato con una strategia integrata tra digitale e reale.

 

«Partiamo dall’Italia, ma la prospettiva è entrare negli Stati Uniti - racconta Allegri - perché Major punta sull’e-commerce, che richiede una dimensione internazionale. Altri mercati diventeranno appetibili per noi solo quando saremo forti nel brand positioning». Quanto vale la storia di Allegri per il progetto? «Moltissimo - conclude - perché è la cultura di prodotto a fare la differenza, insieme a una conoscenza approfondita del consumatore, sempre più coinvolto nel dialogo con la marca».

 

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