Pitti Uomo

Malo celebra le sue radici con le maestranze. Intanto attende il verdetto dei giudici

Malo è tornata a Pitti Uomo per annunciare il suo statement: si torna alle radici per guardare al futuro, con tanta voglia di ripresa, dopo un periodo travagliato. Mentre si attende il verdetto dei giudici sul piano concordatario, la prossima settimana, l'azienda ha portato in primo piano alla manifestazione le maestranze degli stabilimenti di Firenze e Piacenza.

 

Inondate dai riflettori nello spazio suggestivo della Limonaia di Villa Vittoria, operose signore in camice bianco d'ordinanza hanno dimostrato live quanto ancora valgono le capacità manuali e il savoir faire italiano, soprattutto per ridare slancio all'azienda.

 

Nata nel 1972, Malo è la più antica manifattura di cashmere italiana: un patrimonio da difendere, che rischia di essere messo a rischio, se non saranno imboccate le strade giusto.

 

Proprio ieri (10 gennaio) avrebbe dovuto esserci l'udienza decisiva per approvare il piano concordatario, poi spostata alla prossima settimana. Una coincidenza fortuita ma propizia, per dare il tempo di essere a Pitti Uomo con un allestimento di impatto: un percorso attraverso i 45 anni di vita dell'azienda, filtrato dalla sensibilità del maestro Renato Missaglia, dalla famiglia Canessa ai prodotti iconici fino alle novità dei giorni nostri, tra cui spicca il nuovissimo Kashuna, un filato molto particolare, realizzato con un incrocio tra il cashmere e la vicuña: il top del lusso.

 

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