Pitti Uomo

Paul&Shark: tra heritage e performance, anche i negozi cambiano pelle

Tornata alla ribalta a Pitti Uomo, Paul&Shark vuole raccontare l'evoluzione della collezione, che alza il tiro spingendo l'acceleratore sulla ricerca, senza tradire l'heritage del marchio. I risultati si vedono: «Chiudiamo il 2017 in crescita», sottolinea il direttore generale Enrico Airoldi.

 

«Dopo l'apertura della nostra showroom milanese, tre anni fa, avevamo lasciato la ribalta di Pitti Uomo per concentrare in casa le presentazioni- racconta a fashionmagazine.it Enrico Airoldi - ma ora abbiamo deciso di tornare, per raccontare i nostri progetti di espansione e di rinnovamento su un palcoscenico internazionale così importante».

 

Alla manifestazione Paul&Shark ha voluto essere presente con soli due capispalla, declinati su 14 manichini: la quintessenza della collezione, che alza sempre più l'asticella della ricerca, con la tecnologia che entra a gamba tesa, in un gioco di equilibrio tra innovazione e dna del marchio.

 

«Abbiamo creato uno Shark Hub - chiarisce Airoldi - ossia l'incubatore dei nostri progetti di ricerca, da cui è nato il Parka Reflex, che abbiamo portato al salone: un capo in poliestere spalmato con microsfere di vetro in grado di assicura luminosità in condizioni di scarsa visibilità, impermeabile, resistente all'acqua e al vento, e capace di mantenere costante la temperatura del corpo».

 

L'altra proposta di punta nello stand era il peacoat, un capo dal sapore vintage che che rappresenta un ponte tra il passato e il presente, abbinato al piumino ultracolorato e leggerissimo.

 

La collezione si arricchisce di spunti, grazie all'ingresso di nuovi collaboratori nell'ufficio stile, acquistando un'architettura nuova e più completa, in un'ottica di upgrading. Emblematici la linea Smart Casual, realizzata con i tessuti di Loro Piana, o il pacchetto Travel, con capi studiati ad hoc, o, ancora, la serie Acqua Leather, che conferisce al camoscio doti di idrorepellenza.

 

I frutti del lavoro si vedono. L'azienda capitanata da Andrea Dini chiude il 2017 con una crescita del 4%, a 151 milioni di fatturato, di cui l'87% coperti dalle vendite oltrefrontiera.

 

Parallelamente all'upgrading della collezione, cambiano volto anche i negozi, ben 250 nel mondo, di cui 40 coinvolti nell'operazione di restyling.

 

Tra i mercati di riferimento, in pole position l'Europa, seguita dalla Cina, mentre la Russia torna a guadagnare terreno. Tra le nuove scommesse l'America ma anche l'Africa, dove, oltre ai negozi dell'area mediterranea, si segnala la recente inaugurazione di uno store a Luanda, in Angola.

 

stats