Previsioni

Allarme da Smi: nel 2012 il tessile-moda perderà 16mila posti di lavoro

Sistema Moda Italia (Smi) - la maggiore associazione italiana delle aziende del tessile-abbigliamento - prevede per fine anno un calo del fatturato del settore del 4,4% a 50,45 miliardi di euro. Nelle stime anche la perdita di quasi 1.300 aziende e di 16mila occupati.

 

"Per dimensione e drammaticità sociale la perdita è pari a quella di due Ilva - commenta Michele Tronconi, presidente di Smi -. A ciò vanno aggiunti i circa 70 mila posti di lavoro persi dal 2006 al 2011. Ciononostante, il settore ha contribuito e contribuisce in maniera significativa al pagamento della bolletta petrolifera, a tener alta la bandiera del made in Italy nel mondo e a dare lavoro a oltre 430mila addetti”.

 

In base alle previsioni rese note oggi, realizzate in collaborazione con l'Università Carlo Cattaneo-Liuc, le esportazioni del 2012 sono viste in crescita dello 0,7%, poco oltre i 27 miliardi mentre le importazioni, dopo l'accelerata dell'ultimo biennio, dovrebbero diminuire del 7,3% a 18,85 miliardi. La domanda interna intrafiliera (al lordo delle scorte) è ipotizzata in discesa del 10% a 26,69 miliardi, mentre la contrazione dei consumi finali è stimata del 3,3%, in linea con lo scorso anno.

 

In coerenza con le previsioni di accreditate istituzioni internazionali e del Governo italiano, lo studio di Smi profila per l'anno prossimo una possibile ripresa, solo però se si riuscissero a contenere i costi di produzione. “Un eventuale recupero - dichiara Michele Tronconi - dipenderà da quanto si farà in termini di politica economica per contenere i costi di produzione, in primis sul fronte energetico. Un importante contributo potrebbe arrivare anche dall’accordo sulla produttività e dalle sue possibili ricadute sul rinnovo del contratto nazionale di categoria”.

 

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