Previsioni

Cina e Usa preoccupano Hugo Boss: difficile centrare il target 2016

Probabilmente nel 2016 Hugo Boss non riuscirà a crescere a un tasso "high single-digit" (tra il 5% e il 9%), come precedentemente stimato. La fashion house mette in conto il continuo calo dei consumi in Cina e Stati Unti. Il gruppo tedesco lo ha comunicato ieri nel corso dell'investor day, durante il quale - come merge dalle agenzie di stampa - ha rassicurato gli azionisti: l'intento del management è quello di mantenere una politica dei dividendi «attraente».

 

Nella sua presentazione l'azienda ha reso noto che il target per il 2020 di un ebitda margin pari al 25% dipende sempre di più dalla ripresa globale.

 

Nei piani retail c'è quello di limitare i nuovi opening alle location premium nel mondo (si parla di 10-15 store all'anno, dal centinaio annuali dell'ultimo quinquennio). Gli investimenti si concentreranno anche sul profittevole business delle vendite online, che nei primi nove mesi del 2015 ha raggiunto i 60 milioni di euro, dai 48 milioni dello stesso periodo del 2014 (+22% a cambi costanti).

 

Il gruppo, che capitalizza circa 5,7 miliardi di euro, registra un calo dell'1,46% alla Borsa di Francoforte. Intorno alle 17 viene scambiato a 80,47 euro, vicino al minimo annuale (80 euro) e a livelli che non raggiungeva da almeno tre anni.

 

 

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