Private equity e venture capital

Nel primo semestre la moda perde appeal

Nei primi sei mesi del 2016, il mercato italiano del private equity, venture capital e private debt evidenzia un calo complessivo del 46% della raccolta e del 18% delle operazioni, mentre in termini di ammontare registra un +174%. Scarse le operazioni nella moda.

 

In base a un'analisi di Aifi-Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt in collaborazione con PwC-Transaction Services, i primi cinque settori in cui si sono concentrati gli investimenti sono l'Ict (27 deal), i beni e servizi industriali (23), il manifatturiero (20), la sanità (15), l'energia e l'ambiente (12).

 

Per quanto riguarda la fashion industry nella sua accezione più ampia, non si può dire che spicchi come settore target. Tra le operazioni più eclatanti concluse tra gennaio e giugno di quest'anno si ricorda il passaggio della maggioranza del capitale di Corneliani (nella foto) agli arabi di Ivestcorp (l'azienda è stata valutata sotto i 90 milioni di euro). Nel childrenswear ricordiamo l'ingresso di Chicco nel portafoglio della Investindustrial di Andrea Bonomi, a seguito dell'acquisto del 60% di Artsana.

 

La salita del fondo Sator di Matteo Arpe in Boccaccini (brand L'Autre Chose), dal 49% all'84% del capitale, e della società d'investimenti Mayhoola, passata dal 65% al 100% di Forall Confezioni (Pal Zileri), andranno conteggiati nel secondo semestre, come pure l'acquisizione della maggioranza di Philippe Model da parte di 21 Investimenti.

 

Nei mesi scorsi si è parlato inoltre dell'interesse dei fondi per marchi come Aspesi e Invicta.

 

In base alle statistiche di Aifi-PwC, nel 2015 le operazioni di moda e lusso erano salite a 25, dalle 17 del 2014, mentre il valore complessivo degli investimenti era sceso da 856 a 569 milioni di euro. Gli investitori si erano focalizzati su aziende con un fatturato di 40 milioni e 120 dipendenti. L'ammontare medio investito lo scorso anno era stato di 45 milioni.

 

Come evidenzia il nuovo report semestrale dell'associazione, l'ammontare investito dipende sostanzialmente da 11 operazioni, che insieme hanno superato i 4 miliardi di euro. Il numero degli investimenti è diminuito da 168 a 138 (-18%). Il 70% delle aziende target ha meno di 50 milioni di fatturato.

 

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