Progetti

Scalo Milano: un format che esalta la cultura del fare

Si basa sulla cultura del fare e sull’eccellenza Scalo Milano, un inedito concept commerciale che punta su moda, in un’ottica di convenienza, design ed enogastronomia, oltre a scommettere su artigianalità e formazione. L’opening è previsto per l’Expo 2015, con un investimento pari a 170 milioni di euro.

 

Dopo un assaggio al Mapic di Cannes e un passaggio al Fuorisalone del Mobile, oggi sono stati finalmente svelati i contenuti di Scalo Milano, un mega progetto che quando sarà ultimato cambierà sicuramente lo scenario commerciale, ma non solo, del capoluogo lombardo.

 

I numeri del centro - che nascerà a Locate di Triulzi (25  minuti in macchina dal centro della città e  20 con il passante ferroviario) - parlano da soli. Su un area complessiva di 320mila metri quadri (ex fabbrica Saiwa), di cui 120mila destinati a parco, sorgerà una struttura a forma di village, in stile vecchia fabbrica meneghina, di 60mila metri quadri di superficie lorda affittabile (gla) con 300 negozi (nel primo step verranno inaugurati 200 negozi su una gla di 43mila metri quadri). Il complesso è di proprietà di Locate District, che fa capo  al Gruppo Lonati e a Promos, alla quale sono state affidate le attività di promozione, commercializzazione e gestione del progetto.

 

“Scalo Milano rappresenta il nostro progetto più ambizioso, frutto di un disegno imprenditoriale attento ma coraggioso e di un impegno concreto a favore dello sviluppo del territorio- ha esordito Carlo Maffioli, presidente di Locate District e di Promos -. La nostra aspirazione è creare un ambiente che oltre a essere uno spazio commerciale, diventi parte integrante della vita cittadina milanese, quasi un nuovo quartiere, un punto di ritrovo e di scambio. Una fucina di idee e nuove tendenze, in grado di generare valore, sotto il profilo economico, ma anche culturale esociale”.

 

 Oltre alla  location urbana che ne permette una fruibilità quotidiana, gli elementi distintivi di Scalo Milano sono stati ben sintetizzati dal direttore commerciale Filippo Maffioli: “Questo inedito format si basa su caratteristiche tipicamente italiane: sulla cultura del faree sull’eccellenza - ha detto Maffioli -.Si propone quindi come polo distributivo al servizio delle aziende, che venderanno in una logica di filiera corta e quindi di convenienza. Inoltre punta sull’artigianalità perché le aziende presenti mostreranno come vengono realizzati i loro prodotti e anche sulla formazione, dato che verrà aperta un’altra sede del Machina Lonati Fashion and Design Institute”.

 

Nello specifico i negozi dedicati al fashion, con una piazza del lusso, saranno oltre cento. 80 shop riguarderanno invece il design e 40 il food: “In quest’ultimo caso la metà dei produttori debutterà per la prima volta con un proprio monomarca- ha precisato Maffioli - e il concetto sarà quello dell’eat and buy”.

 

L’essenza di Scalo è ben espressa dal logo, ideato da Robilant Associati: “Si tratta di un bottone-ingranaggio che crea un legame tra industria e artigianato di qualità e fa girare insieme le tre eccellenze del made in Italy”, ha speigato Maurizio Di Robilant  Dopo Milano,  l’intento è di esportare il brand/format all’estero.  

 

stats