Querelle

Ferré sfila tra le polemiche: Paris Group vs commissari

A far parlare di Gianfranco Ferré, più che gli abiti visti sfilare oggi in passerella, è la polemica tra la nuova proprietà di Paris Group e la precedente gestione commissariale. Con un comunicato venerdì scorso il gruppo di Dubai ha sparato a zero contro i commissari accusati di scarsa trasparenza e, tra l'altro, di aver sottoscritto accordi di licenza a condizioni poco vantaggiose per il gruppo. E loro rispondono minacciando querela (vedi gallery nella sezione sfilate).

 

Tra i punti contestati da Paris Group a Stanislao Chimenti, Roberto Spada e Andrea Ciccoli c'è l'interruzione del contratto d'affitto della storica sede di via Pontaccio, dove la maison ha sfilato oggi probabilmente per l'ultima volta. Secondo il gruppo di Dubai, il contratto per l'immobile è stato interrotto prima della vendita a Paris Group dai commissari, ma questi ultimi - secondo quanto appreso da Il Sole 24Ore di sabato - sostengono che l'informazione fosse a disposizione dei potenziali acquirenti. Al centro della querelle anche il contratto di licenza con cui sono stati affidati fino al 2026 alla società Lure (con sede nelle Virgin Island) i diritti del marchio Ferré per tutta la Cina. Secondo Paris Group, l'accordo avrebbe previsto il pagamento di 40mila euro di royalty all'anno: per Chimenti, Spada e Ciccoli si tratterebbe invece di 4 milioni all'anno.

 

Altre accuse riguardano poi la chiusura dei negozio monomarca in Italia. Secondo la società di Dubai, sarebbero stati sempre i commissari a decidere di disdire i contratti d'affitto, mentre secondo il tre professionisti la famiglia Sankari avrebbe manifestato interesse solo per il flagsghip nel capoluogo lombardo, che a luglio è stato chiuso a sua volta.

 

Attacchi e repliche a parte, la proprietà rassicura. Oggi alla sfilata disegnata da Stefano Citron e Federico Piaggi, Aya Mbanefo, business development director, ha dichiarato che le intenzioni del gruppo "sono quelle di rimanere in Italia e a Milano, perché Ferré deve restare un marchio italiano e la sua storia è qui". "Speriamo ancora - ha aggiunto - di poter raggiungere un accordo con la famiglia Ferré, ma in caso contrario abbiamo già individuato una sede alternativa nel centro di Milano''. E ha concluso: ''Abbiamo investito 80 milioni in questa griffe, per il retail e la produzione, ed entro il 2013 intendiamo aprire quattro negozi: a Mosca, a Londra, in un paese del Golfo e il nuovo punto vendita di Milano''.

 

 

 

 

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