RISTRUTTURAZIONI

Braccialini “gestisce” gli esuberi e dà il via alla riorganizzazione

Si è svolta a fine dicembre, presso la sede fiorentina di Confindustria, una verifica tra la Braccialini e i sindacati relativa alla gestione dei 77 posti di lavoro considerati in esubero dalla realtà della pelletteria. Uscita indenne dalla fase legata al fallimento del gruppo Burani, di cui faceva parte, l’azienda è alle prese con la necessità di approntare una sostanziosa riorganizzazione.

 

L’intesa raggiunta con i rappresentanti dei lavoratori prevede il ricorso al contratto di solidarietà per i 77 addetti nei prossimi 12/24 mesi. Al termine di questo periodo è prevista la mobilità per meno della metà di loro, ha assicurato l’azienda. Buona parte degli esuberi deriva dalla graduale esternalizzazione di alcuni servizi, in particolare le spedizioni, affidate a un operatore specializzato.

 

La Braccialini, con sede a Scandicci, è impegnata nel realizzare una struttura dedicata alla progettazione e customer care, in costruzione alle spalle del quartier generale di via Casellina. “Si apre una nuova fase di sviluppo - ha dichiarato Riccardo Braccialini, a.d. della società - dopo che il fallimento del gruppo Burani nel 2009 ha creato un’onda lunga, i cui effetti si sono fatti sentire fino a oggi”.

 

L’azienda è titolare, oltre che di Braccialini, Gherardini e Francesco Biasia, della licenza Vivienne Westwood. Conta inoltre su una rete complessiva di oltre 70 monobrand nel mondo e ha archiviato il 2012 con un fatturato di poco sotto gli 80 milioni di euro, in linea con lo scorso anno. Tra i nuovi soci finanziari della famiglia, che nel 2011 ha rilevato le quote del gruppo Burani, si trovano Sici (Sviluppo Imprese Centro Italia), il fondo milanese Hat e Nem del gruppo Popolare di Vicenza.

 

 

stats