RISTRUTTURAZIONI

Passa da Antonio Arcaro il piano di rilancio di Rifle

 

Dopo un 2013 chiuso con perdite per 4 milioni di euro, che si sono assommate al rosso di 7 milioni del 2012, per Rifle è arrivato il momento più duro, quello della messa in liquidazione. Ma l'azienda assicura: l'attività non cesserà. E affida la ristrutturazione a un manager di lunga esperienza, Antonio Arcaro.

 

Quella dei tagli al personale è praticamente una certezza per la realtà di Barberino del Mugello, uno dei nomi storici del jeanswear italiano, nata nel 1958 su iniziativa dei fratelli Giulio e Lorenzo Fratini e tuttora nelle mani della famiglia.

 

Non si sa però quanti, dei 192 dipendenti (di cui 44 impiegati nella sede toscana), saranno toccati da provvedimenti contestati dai sindacati, che chiedono alla proprietà di credere in un'impresa "troppo importante per il Mugello e Barberino, dove ai tempi d'oro l'organico era di 450 persone". "Il piano di riorganizzazione è ancora da definire" taglia corto il portavoce di Rifle, Simone Anichini, precisando che comunque la voglia di andare avanti c'è "ed è testimoniata dall'arrivo di un personaggio come Antonio Arcaro".

 

Ad Arcaro, a.d. di Ittierre fino al 2002 e artefice in passato di altre ristrutturazioni (come quelle di Calvin Klein e Guess, senza contare Henry Cotton's e Moncler dopo il crac Finpart), viene affidato il delicato compito di gettare le basi per una ripartenza.

 

"Il passaggio fondamentale, che sta peraltro prendendo forma, è l'accordo con i sindacati da un lato e con le banche dall'altro" dice il manager a fashionmagazine.it, anticipando che per l'azienda, i cui ricavi si aggirano sui 30 milioni di euro, si prospetta un 2014 già all'insegna del recupero dell'efficienza e dell'ottimizzazione dei costi. "E sono fiducioso nel fatto che già dal 2015 si imbocchi la strada della svolta, con un rafforzamento nel 2016" afferma, precisando che si dovrà agire tramite una newco e intervenire sulla struttura manageriale.

 

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