RISTRUTTURAZIONI

Trovato l’accordo alla Pompea: gli esuberi scendono da 200 a 135

Oggi, martedì 3 dicembre, i sindacati metteranno nero su bianco la bozza dell’accordo raggiunto la settimana scorsa tra i lavoratori e Pompea, che salva 65 posti rispetto ai 200 esuberi annunciati dall’azienda. Il via libera è passato con 154 voti favorevoli, due contrari e 15 astensioni.

 

Tra le novità, anche una clausola che per i prossimi 18 mesi vincola Pompea a recuperare eventuali nuovi assunti dal bacino dei lavoratori in cassa integrazione.

 

Un’intesa tutt’altro che scontata in partenza, che fa fare retromarcia all’azienda di calze e intimo sulla dismissione del sito di Asola e che recupera 65 esuberi su 200. Non viene però evitato il licenziamento di 135 dipendenti e per questo gli stessi sindacati non cantano vittoria, ma le salvaguardie e le limitazioni poste segnano un percorso di tutela per chi perderà il lavoro. L’accordo prevede infatti sei mesi di cassa integrazione straordinaria, dopodiché per i 135 addetti scatterà la mobilità.

 

Un contenimento dei danni, reso possibile anche in seguito alla protesta spontanea organizzata dai dipendenti. Il fermo dei due stabilimenti di Asola e Medole nel Mantovano, dove si producono calze e intimo, il picchettaggio ai cancelli per scongiurare il rischio che i macchinari potessero finire in Serbia, dove Pompea in questi anni ha spostato la produzione, hanno creato condizioni favorevoli ai sindacati, che hanno potuto sfruttarle al meglio.

 

 

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