Retail Real Estate

Icsc European Conference: identità, autenticità e servizio nel futuro dei centri commerciali

Si è chiusa la due giorni della Icsc European Conference, che ha riunito a Milano 650 esperti di retail real estate da tutto il mondo. Obiettivo, discutere sul futuro dei centri commerciali in un mercato globale e digitalizzato, dove il rapporto diretto con il consumatore, l’identità dell’insegna e il servizio faranno sempre più la differenza.

 

Due giorni intensi, che hanno affrontato  360 gradi dinamiche e problematiche relative  ai centri commerciali - in Europa secondo gli ultimi dati 2014 dell’Icsc sono attive 9.263  strutture, pari a oltre 190 metri quadri di superficie affittabile (lettable area) - con il filo conduttore “Authenticity: Differentiating Retail”, al tempo stesso tema e scommessa del convegno.        

 

«Credo che questa due giorni sia stata importantissima innanzitutto per la visibilità che ha dato al nostro Paese, al valore del nostro comparto e alle nostre potenzialità, che non sempre vengono riconosciute fino in fondo da investitori e retailer internazionali» ha detto Massimo Moretti, presidente di Cncc Italy, che ha collaborato alla realizzazione dell’evento.

 

«Inoltre - ha aggiunto Moretti - l’aver riflettuto su ciò che significa autenticità, in tutte le sue sfumature, è stato veramente importante. Vuol dire prima di tutto che un centro commerciale deve avere un’anima, che come tale si evolve, ma mantenendo la propria identità. Autenticità implica anche correttezza, sinteticità e differenza, come evidenzia Il Centro appena inaugurato ad Arese. Autenticità significa soprattutto essere veri nei confronti di ogni singolo cliente».

 

Numerosi gli interventi, a partire  dall’atteso contributo di David Simon, patron di Simon Property Group (vedi news di ieri, 19 aprile), ma anche di Joseph Pine, co-founder di Strategic Horizons, che ha parlato delle differenze tra le aziende «true-true e fake-fake», di Beth Butterwich, ceo di Bonmarché, protagonista nel ruolo di top retailer e di Alexander Otto, ceo di Ece Projektmanagement, interpellato sull’autenticità nella leadership.

 

Joan Jove, managing director per il Sud Europa di McArthur Glen, ha testimoniato su innovazione e unicità nell’ambito dei Designer Outlet, mentre a  Luca Solca (managing director, global luxury goods di Exane Bnp Paribas) e Armando Branchini, vice presidente di Altagamma, hanno tracciato uno spaccato del settore lusso.

 

A Luca Cappuccitti (nella foto), head of global business development di Design International, il compito di trarre le conclusioni (non semplici) del convegno: «L’autenticità è la chiave di volta per differenziarsi e per relazionarsi con la clientela, ferma restando l’importanza, sempre più evidente, di offrire prodotti e servizi su misura per i propri consumatori. Il tutto dando l’opportunità anche ai nuovi fashion retailer di aver visibilità, mixandoli all’interno dei centri con marchi più affermati, per esempio come fa Level Shoes a Dubai».

 

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