Retail Trends 2016

In Italia riparte l'immobiliare commerciale

Ieri, 5 ottobre, a Milano si è fatto il punto sull’andamento dell’immobiliare commerciale in Italia, grazie alla quarta edizione di “Retail Trends 2016”, presentato dallo studio legale Cocuzza & Associati. La crisi del settore, secondo la ricerca, sembra essere alle spalle.

 

«Per la prima volta Retail Trends - ha premesso Giulia Comparini di Cocuzza & Associati - registra un sentimento decisamente nuovo da parte di tutti gli addetti ai lavori intervistati».

 

«La crisi che ha colpito il settore negli ultimi anni pare sgonfiarsi -  ha aggiunto - e, nonostante esistano ancora zone d’ombra su cui è necessario riflettere, tutti gli operatori hanno confermato che il mercato dovrebbe aver superato il lungo periodo di flessione».

 

In questi ultimi 12 mesi, a differenza di quanto accadeva fino allo scorso anno, tutti i segmenti (high street, centri commerciali, outlet e retail park) hanno vissuto una fase positiva.

 

Questo fermo restando che l’inevitabile selezione dell’ultimo periodo ha colpito tutte le posizioni non “prime”, creando di fatto una sempre maggiore spaccatura tra le top location e le altre.

 

Un divario che si propone anche a livello di città: cresce l’interesse per Milano, Roma e altre destinazioni turistiche tipo Venezia, Verona, Firenze e Torino,  mentre calano le aspettative nel resto dell’Italia, dove spesso non si riesce a tornare ai livelli pre-crisi.

 

I dati confortanti della ricerca sono supportati da un ritorno allo sviluppo (o al riposizionamento) dei punti vendita da parte di numerosi retailer della Penisola, ma anche delle insegne francesi, che insieme alle europee (vedi per esempio Primark, che ha debuttato all’interno de Il Centro di Arese) sono le prime a scommettere sull’Italia.

 

Non sono da dimenticare neppure gli americani, con la sbarco di Starbucks a Milano, previsto nel 2017. Fondamentale pure la spinta al mercato data dagli investitori internazionali.

 

L'indagine evidenzia il fatto che la vitalità delle high street è fortemente legata alla capacità delle città di attrarre flussi turistici e che le aperture di monomarca a gestione diretta sono prevalenti rispetto a quelle in franchising.

 

Altro elemento chiave è il riposizionamento della grande distribuzione su spazi differenti e più piccoli: una tendenza che potrebbe dar vita a interessanti opportunità, per una progressiva rivitalizzazione commerciale di alcune aree dei centri storici e del semicentro.

 

Parallelamente, Retail Trends 2016 mette in luce la profonda mutazione in atto nei centri commerciali e la crescita dei retail park. Negli shopping center si assiste a una riduzione degli spazi dedicati all’elettronica e alla grande distribuzione, mentre aumentano quelli riservati a food, entertainment e leisure.

 

Diverso il discorso per i retail park, strutture fino a pochi anni fa poco considerate in Italia ma che vivono oggi una stagione di grande sviluppo, prevista da pochi dei referenti di Cocuzza & Associati.

 

Quella che, come spiega l’indagine, in Italia era considerata spesso una semplice aggregazione commerciale - per lo più parassitaria rispetto a centri commerciali o a zone leasure (cinema multisala o altro) - creata senza una reale pianificazione attorno a un punto vendita, sta assumendo le caratteristiche proprie di un centro commerciale all’aperto, in grado di attrarre l’interesse dei retailer per le grandi superfici a bassi costi di gestione.

 

Non è infine da sottovalutare l’impatto che stanno avendo tecnologia e online sull’immobiliare commerciale, che contribuirà a dar vita modelli di vendita nuovi.

 

«I retailer - ha sottolineato Monica Cannalire di JLL -  stanno passando dal modello multichannel, che ci ha accompagnato fino a oggi, a quello omnichannel, che non prevede alcun tipo di separazione tra i canali, ma che anzi tende a integrarli sinergicamente con l’utilizzo più ampio di soluzioni tecnologiche».

 

«In generale, grazie anche a un’analisi psicologica e antropologica - ha precisato Anna Paltrinieri di Arcus Real Estate - le interazioni fra tecnologia e spazio fisico devono essere orientate a creare un “erogatore di ricordi positivi” per il consumatore. Quindi, pur mantenendo l’obiettivo principale di essere uno spazio per effettuare acquisti, occorre inserire elementi che rafforzino il legame con il luogo».

 

«La tecnologia - ha concluso - sta affinando mezzi così interessanti, che nei prossimi anni sono certa vedremo applicazioni straordinarie, in grado di aiutare i consumatori a vivere al meglio il loro tempo nelle strutture commerciali».

 

 

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