Riassetti

Benetton: riassorbiti oltre metà dei dipendenti in cassa integrazione

Il piano di ristrutturazione di Benetton procede positivamente sul fronte lavoro, anche oltre le aspettative dei sindacati. Dei 79 dipendenti in cassa integrazione straordinaria, 35 sono stati riassunti dalla casa madre e altri otto sono stati ricollocati all'esterno.

 

È il risultato della riqualificazione e dei piani di formazione già previsti in febbraio, quando l'azienda di Ponzano Veneto aveva annunciato 228 esuberi, in seguito ridimensionati a 206. Per la maggior parte di loro sono scattati i contratti di solidarietà. "Scadono in aprile e se la situazione resta in linea con l'attuale penso che si potrenno rinnovare", afferma Andrea Guarducci, segretario Filtea Cgil Treviso.

 

I sindacati non hanno ancora ricevuto indicazioni sull'andamento del 2013, ma ipotizzano una situazione generale ancora negativa. Qualcosa di più preciso si saprà dopo il cda di Benetton Group, fissato per il 28 del mese.

 

Come è emerso nei giorni scorsi, per quella data dovrebbe essere annunciato un piano che prevede la scissione in tre dell'azienda: la moda con i marchi Benetton, Sisley e PlayLife, gli stabilimenti produttivi e, come terzo business, i negozi di proprietà uniti ai patrimoni immobiliari. "A valle di questo percorso avremo l'ingresso o di un socio finanziario, o di un partner industriale o il ritorno in Borsa o forse una combinazione delle tre ipotesi", spiega oggi Gilberto Benetton sulle pagine di Affari & Finanza. "Sottilineo - aggiunge - che apriremo ai partner potenziali fra due, tre anni". In quel caso la quota della famiglia potrebbe scendere "anche sotto il 50%".

 

I rappresentanti dei lavoratori hanno la sensazione che la divisione abbia effetti più sul piano familiare che strategico. A proposito delle voci di un passo indietro di Alessandro Benetton (presidente del gruppo con deleghe esecutive), Guarducci dice: "I figli dei fratelli bussano alla porta, alcuni tardivamente". E aggiunge: "L'ipotesi dell'arrivo di nuovi manager dovrebbe essere una conseguenza di un loro ruolo più attivo in azienda. Resta da vedere quanto la famiglia creda ancora nell'abbigliamento: il rischio è che resti la Cenerentola che non va al ballo". 

 

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