Riassetti

Hermès: la Cassazione conferma l'ok alla holding di famiglia senza Opa

La Corte di Cassazione in questi giorni ha confermato l'autorizzazione, già accordata nel 2011 ai maggiori soci del gruppo del lusso Hermès, a riorganizzare le quote in una holding familiare, senza l'obbligo di lanciare un'offerta pubblica d'acquisto sul resto del capitale.

 

Il giudizio della Cassazione di fatto ribadisce quanto già approvato a suo tempo dalla Corte d'Appello e prima ancora dall'Amf, l'autorità che controlla la Borsa francese: l'aver fatto confluire le quote dei discendenti del fondatore (circa il 50,2% del totale) in una holding denominata H51, non è altro che un riassetto tra persone appartenenti a un medesimo gruppo. Non comporta quindi l'obbligatorietà di lanciare un'Opa sul resto del capitale in circolazione.

 

A uscire sconfitti da questa battaglia sono gli azionisti di minoranza che da subito avevano visto nell'operazione un cambio di controllo della società, che quindi avrebbe dovuto necessariamente passare per il lancio di un'Opa.

 

Il riassetto si è reso necessario con l'avanzata di Lvmh, arrivato a controllare a sorpesa il 14% della griffe, per poi salire all'attuale 22,6% (operazione a tutt'oggi sotto inchiesta dell'Amf). L'obiettivo principale di H51, come hanno sempre dichiarato i discendenti del fondatore (nella foto Axel Dumas, attuale co-ceo di Hermès), è quello di garantire l'indipendenza del gruppo.

 

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