Rilanci

Affaire Borsalino: forse la luce in fondo al tunnel

Borsalino, il celebre cappellificio di Alessandria, tenta il rilancio con un aumento di capitale da 7,5 milioni di euro, sperando nell'accordo con i giudici del tribunale di Alessandria per l'ammissione al concordato. Urge trovare un nuovo proprietario.

 

Lasciata sull'orlo del fallimento due anni fa dal finanziere Marco Marenco, arrestato due anni fa a Lugano, l'azienda ha trovato nel 2015 un appiglio nella Haeres Equita, veicolo del finanziere Philippe Camperio, che ha preso in affitto il ramo di azienda riprendendo l'attività.

 

Da allora, come riferiscono i notiziari online, i conti sono passati da un giro di affari di 13 milioni e una perdita di 21 milioni del 2013 ai 15,7 milioni e una perdita di  2,3 milioni del 2016, con la previsione di raggiungere i 18 milioni di fatturato nell'anno in corso e finalmente l'equilibrio finanziario. All'attivo un totale di 150-170mila cappelli prodotti ogni anno, rispetto ai milioni dei tempi d'oro.

 

Ma la revoca dell'ammissione al concordato, stabilita dal tribunale di Alessandria, ha frenato gli entusiasmi, lasciando in allarme sindacati e dipendenti, che oggi sono in totale 114. Un ostacolo che si punta a superare con un nuovo accordo.

 

Entro la metà di settembre l'assemblea riceverà una delega per l'aumento di capitale da 7,5 milioni di euro. Si cercano nuovi investitori, mentre il contratto di affitto con Camperio sta per scadere o, come citano alcune fonti, sarebbe già scaduto lo scorso maggio (a oggi il 66% della società è ancora nelle mani delle finanziarie Fisi e Fiind di Marenco, anche se la questione è in mano agli avvocati).

 

L'ipotesi più accreditata è che per rilevare la società di Spinetta Marengo si faccia avanti lo stesso Camperio, sostenuto da finanziatori, fra i quali il principale sarebbe il cinese Bo Zhang.

 

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