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Ballantyne: una capsule con Olimpia Zagnoli per siglare il nuovo corso

Alla vigilia di Milano Moda Donna, Ballantyne presenta una mini-collezione disegnata dalla giovane illustratrice Olimpia Zagnoli (nella foto, mentre indossa alcuni capi della linea). «È solo la prima di una serie di "contaminazioni"», preannuncia Fabio Gatto, che di recente ha rilevato il brand dal fondo Charme di Luca Montezemolo.

 

«Vorrei che ricerca e sperimentazione fossero le costanti del brand. In futuro puntiamo a fondere culture e sensibilità diverse, grazie al coinvolgimento di giovani stilisti», spiega Gatto, che in agosto, in cordata con un gruppo di imprenditori e professionisti veneti ed emiliani, ha acquistato il brand del cashmere scozzese in difficoltà finanziarie. Un'operazione del valore di circa 6 milioni di euro, avvenuta attraverso la società Corso Italia, che vede nel ruolo di amministratore delegato il figlio, Umberto Gatto.

 

Il progetto con l'emiliana Olimpia Zagnoli (già illustratrice del New York Times e del New Yorker), presentato oggi nella showroom di Milano, riguarda cinque colorati maglioni ispirati alle geometrie della scuola Bauhaus, all’estetica Mod e al design italiano degli anni Ottanta. Gli stessi in luglio hanno animato le vetrine dello store La Tenda di via Solferino 10, nell'ambito dell'iniziativa "La Tenda Experience, Fashion & Art" (13 capsule collection firmate in esclusiva da altrettanti brand e artisti).

 

Non è un caso che si tratti una piccola linea donna: Gatto crede in questo segmento, che dal suo arrivo alla Ballantyne (a fine 2013 come designer, in seguito come licenziatario) è passato dal 15% al 50% del fatturato.

 

Uno delle sue priorità, però, è il recupero della memoria storica della label, che vanta oltre un secolo di tradizione nella maglieria di alta gamma. «In Scozia - spiega - sono rimaste due sole aziende che potranno portare avanti la nostra storia. Ma continueremo anche a produrre in Italia, tra Umbria, Marche e Veneto». Il recupero passa anche per la rivisitazione di un prezioso archivio dove «c'è di tutto: non solo i famosi rombi ma vere e proprie opere d'arte».

 

Un'altra sfida è quella commerciale. «A oggi Ballantyne conta una rete di circa 400 multimarca: sta via via recuperando credibilità sul mercato italiano, ma deve anche guardare l'estero, puntando all'eccellenza». Asia («Gippone e Corea, più che la Cina»), Europa e Stati Uniti: il marchio si sta strutturando, anche a livello di staff, per affrontare nuovi progetti distributivi.

 

«Sarà il tempo a dirci se avremo avuto la corretta visione», conclude il nuovo proprietario, che vanta una lunga esperienza nella moda, come intermediario, consulente e anche retailer (attraverso il Gruppo Fabio Gatto di Fontane di Villorba, Treviso). Intanto prospetta per fine anno il risanamento di Ballantyne, sostenuto dall'incremento del giro d'affari, che nel 2016 dovrebbe raggiungere i 5 milioni di euro, in aumento di circa il 70% rispetto al 2015.

 

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