Riorganizzazioni

Tra esuberi e la crisi del menswear: la dura partita di Canali

Non è un momento rosa per Canali. Il problema non è l'assenza di un piano strategico (è appena stato siglato un accordo di licenza per l'eyewear), ma il restringimento del mercato dell'abbigliamento maschile formale, che ha imposto pesanti tagli del personale. In ballo ci sarebbe la chiusura del sito produttivo di Carate Brianza, con il licenziamento di 134 persone.

 

I licenziamenti sono stati confermati ieri (17 ottobre) durante un incontro con i sindacati dal cda dell'azienda, che ha archiviato il 2016 a quota 216 milioni, contro i 222 milioni dell'esercizio precedente e che anche nell'anno in corso prevede una contrazione delle vendite.

 

La linea dura di Canali che ha detto "no" di fronte alle richieste dei rappresentanti sindacali, che hanno proposto il ritiro dei licenziamenti e la valutazione di soluzioni alternative ha portato i lavoratori dell'azienda a incrociare le braccia proclamando per oggi uno sciopero di otto ore.

 

Canali, pur non commentando ufficialmente l'entità dei tagli, porta avanti la sua posizione: la produzione dovrà essere necessariamente ridimensionata, tenendo conto della minore domanda da parte dei mercati.«La riduzione di personale nello stabilimento di Carate Brianza - è il commento del'azienda - è determinata dalla contrazione del mercato formale verificatasi nel 2009 e ormai diventata strutturale».


A quanto risulta a fashionmagazine.it l''azienda, che in Italia conta circa mille dipendenti, non toccherà lo stabilimento principale a Sovico dove si trova anche la sede dell'azienda.

 

Canali, dunque, produce troppo rispetto alle commesse. Situazione condivisa da altri marchi attivi nel segmento dell'abbigliamento maschile formale, che rende necessaria la ristrutturazione delle aziende.

 

Che la situazione occupazionale del marchio fosse critica era noto visto che da tempo i lavoratori vanno avanti con contratti di solidarietà e mobilità, che hanno portato all'uscita di 75 dipendenti e la riduzione di orario per altri 39.

 

 

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