Ristrutturazioni

Costume National: dopo lo stop alle sfilate, addio agli store di Milano, Roma e NY

Tre negozi chiusi (Milano, Roma; New York) nel giro di pochi giorni. L'allarme riguarda Costume National, che dopo l’uscita di scena di Ennio e Carlo Capasa in seguito all’acquisizione da parte del fondo Sequedge, oltre a saltare le sfilate di giugno e settembre, ha iniziato il dietrofront anche sul fronte retail.

 

Era risaputo da tempo che Costume National era in difficoltà: nel 2015 il fatturato aggregato era intorno ai 15 milioni di euro dai precedenti 24. Probabilmente un giro d'affari troppo basso per garantire il mantenimento delle tre vetrine nelle altrettante capitali internazionali.

 

A Milano, il punto vendita di via Vincenzo Cappelli 5 ha tirato giù la saracinesca ai primi di maggio, «senza alcun preavviso», raccontano i dipendenti dei negozi limitrofi. Lo spazio è ancora allestito all'interno e nessun cartello indica alla clientela le cause della chiusura. Stesso iter seguito anche a Roma per lo spazio di via del Babuino.

 

Ritirata di Costume National anche a New York, dove il negozio-showroom di Soho - da sempre guidato dalla Rita Capasa, sorella di Ennio e Carlo - ha cessato da poco più di una settimana l'attività. Non è chiaro quale sia la strategia del fondo Sequedge, che da quando è diventato proprietario al 100% del marchio non ha mai fatto comunicazioni ufficiali.

 

Quello che è confermato, oltre alle tre chiusure retail e la stagione di stop dai calendari, è che i vertici del fondo asiatico, al momento starebbero lavorando alla scelta di un nuovo direttore creativo proveniente dall'Asia.

 

L'Oriente resta il focus anche sul retail, visto che è in quella parte del mondo che oggi si concentrano tutte le boutique di Costume National: quattro in Giappone (Fukuoka, Aoyama, Seibu, Hanku) e una a Hong Kong.

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