Ristrutturazioni

La vertenza Benetton entra nel vivo solo dal 25 febbraio

Nella riunione con i sindacati di ieri il Gruppo Benetton ha confermato i 450 esuberi e il taglio delle commesse a 87 laboratori, per lo più veneti. I rappresentanti dei lavoratori chiedono che siano valutate tutte le soluzioni possibili per limitare l'impatto della ristrutturazione: se ne riparlerà il 25 febbraio.

 

Solo per quella data, secondo i sindacati, si entrerà nel vivo della trattativa. "Ancora non siamo entrati nel merito dei singoli ammortizzatori sociali - ha dichiarato la Filctem Cgil sulla stampa veneta -. L'obiettivo sarà ridurre gli esuberi per reinserirli nel nuovo assetto aziendale. Il gruppo ha dato la sua totale disponibilità all'utilizzo di tutto il ventaglio di interventi possibili". Le preoccupazioni riguardano anche i tagli delle commesse a 87 fornitori, 48 dei quali di Treviso, i cui 500 lavoratori sono a rischio.

 

Si stima che il Gruppo Benetton conti nel mondo circa 10mila dipendenti, di cui 1.900 in forze tra Castrette e Ponzano. Secondo la stampa veneta, con la scadenza dell'attuale cda (il prossimo maggio) la società presieduta da Alessandro Benetton tornerà a essere governata da unico amministratore delegato, mentre oggi le deleghe sono suddivise tra due manager. Le responsabilità in capo a Franco Furnò (commerciale, prodotto e risorse umane) dovrebbero passare a Biagio Chiarolanza (già responsabile delle aree amministrazione, finanza e controllo, operations e business unit estere), che diventerebbe così l'unico ceo.

 

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