Ristrutturazioni

Richemont studia il taglio di 350 addetti nell'orologeria

Il colosso ginevrino del lusso Richemont, proprietario di marchi come Cartier e Baume & Mercier, starebbe valutando la soppressione di 350 posti di lavoro in Svizzera, a causa delle difficoltà sul mercato degli orologi.

 

Secondo il quotidiano Le Temps, che è venuto in possesso di un documento interno all'azienda, la riduzione dell'organico dovrebbe avvenire nel giro di un anno. Il provvedimento si renderebbe necessario a causa del calo della domanda di segnatempo, attribuibile sia al rafforzamento del franco svizzero (che ha reso meno competitive le esportazioni) sia al significativo rallentamento del turismo in Europa, dagli attacchi terroristici a Parigi di novembre.

 

Al momento sarebbero in corso colloqui con i sindacati e le autorità. Il gruppo, che conta tra i marchi anche Vacheron Constantin, Piaget, IWC, Jaeger-LeCoultre e, nella moda, Chloé, avrebbe intenzione di ricollocare il personale colpito dal ridimensionamento in altre unità produttive.

 

Compagnie Financière Richemont ha all'attivo oltre 15mila dipendenti nel mondo. In Svizzera è presente con i suoi stabilimenti a Ginevra, Bellevue, Sciaffusa, Le Sentier, Meyrin, Le Locle, La Côte-aux-Fées e Villars-sur-Glâne.

 

A fine gennaio il gruppo ha rilevato il 40% del capitale di Roger Dubuis (nella foto, il modello Pulsion) raggiungendo il controllo totale del produttore di orologi di alta gamma di Ginevra. Nello stesso mese ha reso noto i risultati del terzo trimestre con un fatturato in calo del 4% a di 2,9 miliardi di euro. Gli orologi, in particolare, hanno accusato un -8% (-3% a valute costanti). Nei nove mesi terminati il 31 dicembre i ricavi sono rimasti stabili a 8,7 miliardi di euro (+11% a cambi costanti).

 

 

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