Ristrutturazioni

Sixty: ancora nulla di fatto sui lavoratori

Gli oltre 400 lavoratori di Sixty Group restano in bilico e dopo l'incontro di ieri pomeriggio al Ministero dello Sviluppo Economico non c'è ancora alcuna indicazione su come sarà gestito il problema degli esuberi. La neo-proprietaria, Crescent Hyde Park, vuole confermare solo 50 posti. Qualche rassicurazione potrebbe arrivare il 12 novembre, in un nuovo tavolo a Roma.

 

Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, a margine dell’incontro di ieri riguardante la vertenza ha sottolineato come "sebbene la proprietà abbia iniziato a dare una minima informazione in più su ciò che intende fare, abbiamo assistito ancora una volta a un confronto che non offre certezze sul futuro della Sixty".

 

A metà ottobre Crescent Hyde Park aveva fatto sapere di voler scongiurare il fallimento dell'azienda di abbigliamento creando una newco che - nei piani - darebbe lavoro a una cinquantina degli attuali 400 lavoratori dello stabilimento di Chieti. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, questa mossa porterebbe la nuova società con i 50 lavoratori a occuparsi solo della prototipia, mentre la produzione sarebbe trasferita in Cina. Resterebbero fuori, quindi, almeno 350 persone a Chieti, mentre gli esuberi in tutta Italia potrebbero arrivare a quota 600, dove gli impiegati della newco raggiungerebbero le 200 unità (i 50 di Chieti più gli addetti del canale retail). In Abruzzo verrebbero prodotti i marchi Energie, Miss Sixty, Murphy&Nye e Refrigewear. Mentre scomparirebbe il brand Killah. A guidare la nuova struttura sarebbe Paolo Bodo, manager di lungo corso del gruppo Sixty.

 

Sempre i media locali riportano il rumor secondo cui Crescent Hyde Park starebbe valutando l'abbandono dello stabilimento di Chieti Scalo in favore di uno di dimensioni ridotte nella periferia tra Chieti e Pescara. "In attesa che il giudice possa valutare il piano che la società proporrà per la continuazione dell'attività - afferma Di Primio in una nota - ho chiesto di avere certezze circa la possibilità di continuare la produzione, almeno del campionario, a Chieti e, soprattutto, di avere garanzie sulla concessione pluriennale, da parte di Sixty International, dei marchi alla new company che dovrà costituirsi e prendere in affitto il ramo d'azienda". "Su queste richieste, e su quelle presentate oggi dai rappresentanti sindacali - prosegue - attendiamo risposte nel prossimo incontro, già convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il 12 novembre".

 

stats