Ristrutturazioni

Sixty: con Miss Sixty ed Energie si riparte dall'Italia

Il 2014 potrebbe segnare l'uscita dal tunnel per la Sixty di Chieti, da anni alle prese con una crisi profonda costata posti di lavoro, vertenze, sommosse sindacali e danni all'immagine di un gruppo, che è stato tra i big della moda informale italiana.

 

Proprio dal nostro Paese si riparte, per dare un segnale forte del legame che il gruppo, acquisito nel 2012 dalla società panasiatica Crescent Hyde Park, mantiene con le proprie radici. Dopo aver ottenuto lo scorso ottobre l'omologazione del concordato preventivo, sono stati sottoscritti i contratti per l'acquisizione, da parte della newco Sixty Distribution, di due rami di azienda: a uno fanno capo 50 dipendenti di Chieti, all'altro i negozi nel nostro Paese e una parte del magazzino, per un totale di 150 dipendenti.

 

Ora Paolo Bodo, amministratore unico della newco, guarda con fiducia al mese di aprile, quando ci sarà il vero e proprio trasferimento dei rami di azienda. E aspetta i prossimi mesi quando, dopo il passaggio in giudicato della sentenza, sarà possibile pagare anche i creditori privilegiati.

 

Solo allora si potrà guardare con maggiore leggerezza al futuro. Ripetere le imprese del passato? Difficile ipotizzarlo, se si considerano i ben 670 milioni di euro di fatturato raggiunti dall'azienda nel 2007, prima della grande crisi, che ne ha eroso ogni anno cifre consistenti, fino ad arrivare ai 120 milioni del 2012 e all'impasse odierna. Di acqua sotto i ponti, da allora, ne è passata tanta e, purtroppo, si è conclusa anche l'era di Wicky Hassan, fondatore del gruppo, scomparso prematuramente nel 2011.

 

Adesso è tempo di ripartire passo dopo passo, concentrandosi sul core dell'azienda: le etichette Miss Sixty ed Energie. A tal fine è iniziata la ricerca di un direttore creativo.

 

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