Ristrutturazioni

Sixty: nuovi interlocutori manifestano il loro interesse

Emergono novità dagli ultimi incontri dedicati alla vertenza Sixty, svoltisi lunedì scorso. Sembra che il destino dell'azienda abruzzese potrebbe essere quello di dare vita a più realtà satellite, che graviteranno intorno alla società denominata Nuova Sixty, che assorbirebbe circa 50 lavoratori.

 

Altri 70/80 dei 360 addetti Sixty, al momento in cassa integrazione, sarebbero in capo alla realtà satellite Murphy & Nye. Entrambe le newco sarebbero sotto l'egida di Paolo Bodo, manager di lungo corso nella realtà abruzzese, che assumerebbe il ruolo di amministratore unico. Nel corso degli incontri svoltisi lunedì scorso presso la Regione a Pescara e in Confindustria, è emerso inoltre che ci sarebbe un altro imprenditore interessato all'iter avviato dalla nuova proprietà, la Crescent Hide Park, nonché una società di servizi che rileverebbe la logistica.

 

Come spiega Maurizio Sacchetta, segretario territoriale Uilta Uil: "L'obiettivo potrebbe essere quello di ricostruire un universo fatto di tante società che ruoteranno intorno alla Nuova Sixty. Ivi compresa anche l'idea di ricreare in loco la filiera produttiva. Sembra insomma che la Crescent Hide Park abbia compreso il ruolo imprescindibile che giocano il made in Italy, e di conseguenza la qualità del prodotto, per una realtà come questa". E ha aggiunto: "Al momento tuttavia non c'è nulla di chiaro e ben definito e da martedì scorso siamo in attesa dei dettagli legati all'operazione, che non ci sono ancora pervenuti".

 

Anche la Regione Abruzzo, inoltre, potrebbe essere coinvolta nella partita. Lunedì prossimo, infatti, sarà emesso il bando che prevede lo stanziamento di circa 10 milioni di euro a favore di aziende "giovani" con meno di 48 mesi di vita che ne facciano richiesta. Uno scenario che prevede per la Regione la possibilità di partecipare fino al 45% del capitale sociale, per un massimo di cinque anni.

 

Come dichiara Maurizio Sacchetta: "Noi sindacati ci troviamo a un bivio. Se non accettiamo il nuovo percorso, il prossimo 18 marzo scadrà la cassa integrazione e tutti i 360 lavoratori andranno in mobilità. Qualora ci accordassimo, ci sarebbe la possibilità per alcuni addetti di riprendere l'iter lavorativo, mentre per altri ci sarebbe un anno in più di cassa integrazione straordinaria". Si aspetta dunque il prossimo incontro fissato a Roma nella settimana dal 28 gennaio.

 

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