Risultati intermedi

Richemont mette a segno un +16%. Positivo l'effetto euro debole

Nei cinque mesi terminati il 31 agosto, i ricavi di Richemont sono aumentati del 16% a cambi correnti e del 4% senza tenere conto dell'oscillazione delle valute. Lo ha reso noto il gruppo del lusso in occasione dell'assemblea annuale degli azionisti.

 

Gli analisti interpellati da Reuters avevano stimato una crescita dell'1,4% a cambi costanti e del 12,2% a valute correnti.

 

La società elvetica ha registrato un +27% (a valute correnti) in Europa, grazie agli acquisti dei turisti, facilitati anche dall'euro debole. +24% in Medio Oriente e Africa. Molto positive anche le Americhe (+22%) e il Giappone (+53%), mentre il resto di Asia-Pacifico prosegue in flessione (-2%), soprattutto a causa delle scarse performance di Hong Kong e Macau. La Cina Mainland nel complesso ha mostrato una crescita a due cifre delle vendite retail. che ha contrastato la minore domanda wholesale.

 

Nei cinque mesi, il business Jewellery Maisons (tra i marchi Cartier e Van Cleef & Arpels, nella foto) è cresciuto del 20%. L'area Specialist watchmakers (Baume & Mercier, IWC, Piaget, come pure la joint venture con Ralph Lauren, per citare alcuni brand) ha realizzato un +10%. La voce di bilancio Other (marchi Alfred Dunhill, Chloé, Lancel, Montblanc e Peter Millar) ha segnato un +19%. Non è compreso il business dell'e-commerce di Net-A-Porter, che sta per procedere alla fusione con Yoox (il perfezionamento è previsto in ottobre).

 

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