Rivelazioni

Paris Group conferma l'uscita di Sankari da Ferré, ma l'azionista promette investimenti

Dopo le indiscrezioni riguardo le dimissioni di Ahmed Sankari da amministratore unico di Gianfranco Ferré, la chiusura della boutique di Milano e l'imminente conclusione del contratto di locazione della sede di via Pontaccio, Paris Group prova a dare delle rassicurazioni sul futuro del marchio, ricordando di aver investito 30 milioni di euro e assicurando una riapertura a Milano entro il mese di dicembre.
Quanto all'avvicendamento tra Sankari e Mohamad Iyad Jalab (da aprile nuovo amministratore unico), secondo l'azienda è stato voluto anche per consentire a Sankari stesso di concentrarsi sull'acquisizione attualmente in corso di nuovi brand della moda da parte di Paris Group e sulle aperture internazionali di nuovi negozi Gianfranco Ferré (ma nessun ulteriore dettaglio è stato fornito in proposito).
Sul fronte immobiliare, Paris Group sottolinea che la chiusura della boutique di via Sant'Andrea è stata causata da mancato rinnovo del contratto di locazione commerciale da parte della proprietà dei locali. Tale chiusura era preventivata e, secondo Paris Group, conosciuta dall'amministrazione straordinaria, che sarebbe stata la destinataria, lo scorso anno, della lettera di recesso dal contratto di locazione. Entro il mese di dicembre - assicurano dall'azienda - verrà aperta una nuova vetrina a Milano: sta di fatto che al momento l'insegna Gianfranco Ferré non è più presente in Italia, dopo la chiusure di Firenze e Roma.
Per quanto riguarda la sede della maison in via Pontaccio, la società, anche tramite il proprio azionista, sta negoziando di prolungare la locazione che, sostiene, è stata disdettata dall'amministrazione straordinaria prima del subentro di Paris Group.
Infine i numeri: nella nota diffusa alla stampa si ricorda che ad oggi Gianfranco Ferré SpA è stata oggetto di investimenti per oltre 30 milioni di euro da parte di Paris Group, senza specificare però a cosa si stata destinata a questa somma, che per inciso è molto inferiore ai 100 milioni di euro, che fino a poco tempo fa la famiglia Sankari diceva di aver investito sulla griffe italiana.

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