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Coach in pole position per Jimmy Choo

Nella corsa alla conquista di Jimmy Choo ci sarebbe già un favorito: il gruppo Coach, che ha chiuso il terzo trimestre  con un giro d'affari in calo del 3,7% a 995,2 milioni di dollari,sarebbe pronto a staccare un assegno da 1 miliardo di sterline (circa 1,2 miliardi di euro) per acquistare il marchio di calzature che fa gola anche Mayhoola, il fondo in orbita all’emirato del Qatar cui fanno capo Valentino e Balmain.

 

Sulla scia di questa ipotesi, lanciata sabato scorso sulle pagine del Telegraph, le azioni di Jimmy Choo scambiate alla Borsa di Londra, hanno registrato una crescita del 2,8% a metà seduta.

 

L’indiscrezione per il momento non è stata confermata da nessuna delle parti coinvolte, l'unica cosa certa è la volontà dell'attuale proprietario, Jab Holding, di mettere in vendita il brand di calzature e che la ricerca di un acquirente potrebbe non essere troppo lunga.

 

L'ipotesi Coach appare al momento la più plausibile, anche perché lo scorso anno questa società aveva studiato l’acquisizione di Burberry per dare vita a un polo del lusso ma la proposta di fusione non era piaciuta al marchio inglese, che l'aveva respinta.

 

Tramontata l'ipotesi Burberry, si era iniziato a parlare di un interesse da parte di Coach - che è proprietario di Stuart Weitzman dal 2015 - per Kate Spade. La stampa poche settimane fa dava praticamente per concluso il deal, valutato 2 miliardi di dollari, che per il momento resta ancora nell'ambito delle indiscrezioni.

 

Ora il mercato è pronto a scommettere che sarà quello con Jimmy Choo il primo affare ad andare a buon fine per il player americano.

 

A supportare l'ipotesi e a far correre la fantasia degli esperti è la recente nomina come ceo del marchio Coach di Joshua Schulman, che dal 2007 al 2012 è stato amministratore delegato proprio di Jimmy Choo e che quindi costituirebbe una asso nella manica rispetto a eventuali competitor interessati a mettere le mani sul brand, portato al successo da Tamara Mellon.

 

Tra i pretendenti al marchio, sempre secondo il Telegraph, non ci sarebbero i due grandi poli del lusso, Kering e Lvmh, inizialmente dati da più parti come interessati all'acquisizione.

 

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