STATI DI CRISI

Paciotti chiede il concordato preventivo, ma lo stilista scommette sulla ripresa

La Cesare Paciotti ha chiesto il concordato preventivo. L'istanza è stata presentata in Tribunale a Macerata a fine dicembre, ma la notizia è circolata solo sabato alla vigilia della presentazione della nuova collezione uomo per il prossimo inverno: Cesare Paciotti si è detto sicuro che «entro la fine del 2014 saremo a posto con banche e creditori e nel 2015 torneremo ai bilanci da incorniciare che hanno caratterizzati gli anni migliori».



Per il momento non sono trapelati dati ufficiali, ma si parla di debiti per 30 milioni nei confronti delle banche e dei creditori. Alcuni di quest'ultimi hanno presentato istanza di fallimento e l'udienza è fissata a giugno. Con il concordato preventivo, ogni istanza di pagamento viene congelata sia nei confronti dei lavoratori (250 i dipendenti diretti della Cesare Paciotti, 1.200 quelli dell'indotto) che dei creditori.



Lo stilista Cesare Paciotti e la sorella Paola, che lavora come manager in azienda, spiegano che la crisi è riconducibile al crollo del mercato interno, e a 6 milioni di euro di somme che avrebbe dovuto incassare da «storici» clienti italiani e che invece sono rimaste insolute. La ripresa, sostengono, è prevista già nell'arco del 2014, con il rilancio delle vendite all'estero.

 

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