STILISTI

Prosegue con colpi di scena la battaglia tra Galliano e Dior

La Corte d'appello di Parigi ha esaminato ieri il contenzioso tra la maison Dior e il suo ex direttore artistico John Galliano, ma deciderà solo il 28 novembre se il licenziamento dello stilista sia di competenza del Tribunale del lavoro o di quello del commercio.

 

John Galliano è stato per 15 anni, dal 1996 al 2011, la mente creativa di Dior: un rapporto che si è chiuso in modo eclatante nel marzo 2011, quando la casa di moda ha prima sospeso e poi licenziato l'eccentrico stilista, a causa della diffusione di un video in cui, uscendo ubriaco da un bistrot parigino, Galliano pronunciava frasi razziste e antisemite.

 

Il 4 febbraio scorso il Tribunale del lavoro doveva decidere sul licenziamento, contestato dallo stilista inglese, ma la Christian Dior Couture e la sua controllata John Galliano S.A. si sono opposte, sostenendo che John Galliano non era un dipendente ma era legato da una serie di contratti di prestazione di servizio, aspetto che assume un valore cruciale rispetto al diritto di lavoro.

 

L’avvocato di Galliano sostiene invece che lo stilista era un dipendente a tutti gli effetti ma molti diritti non gli sono stati riconosciuti. Secondo il legale, il designer aveva una remunerazione di 3,7 milioni di euro all’anno, mentre Dior parla di una cifra di 5 milioni. Un altro procedimento è pendente dinanzi al Tribunale del commercio, a causa della richiesta di danni alla casa di moda da parte di Galliano. Una battaglia condotta senza esclusione di colpi.

 

 

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