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San Andrès Milano

“Essere selezionato come finalista all’edizione 2012 del concorso Who’s on Next? organizzato da Vogue Italia e Altaroma è stato per me importantissimo, anche se non ho vinto” dice Andrès Caballero, mente creativa del marchio San Andrès Milano. E c’è da credergli, visto che è il più votato del Vogue Poll online.

 

Caballero ha un’aria dolce e pacata, ma ha le idee molto chiare e sta costruendo la sua carriera all’insegna della concretezza, tassello dopo tassello: il prossimo è una presentazione durante Milano Moda Donna di febbraio.

 

Nato in Messico nel 1981 è approdato a Milano grazie a una borsa di studio per la Marangoni. Un’altra borsa di studio l’ha poi portato a Parigi per un corso di specializzazione in Haute Couture presso la Paris American Academy. L’approccio da couturier impronta, infatti, il suo lavoro: disegna i figurini a mano, crea ogni capo in maniera sartoriale con forbici, spilli, ago e filo, studiandone la vestibilità con l’utilizzo della tecnica moulage e della modellistica tradizionale.

 

Presenta la sua prima collezione nel febbraio 2006 durante la fashion week milanese: i tagli sapienti e le rifiniture fatte a mano attirano l’attenzione degli addetti ai lavori - dei sofisticati buyer giapponesi in particolare – e quella della Camera Nazionale della Moda Italiana, che lo seleziona per il progetto Fashion Incubator 2008.

 

Andrès definisce il suo stile “neo-rétro” e si ispira, come scrive sul suo sito www.sanandresmilano.com“a una donna intellettuale e colta che apprezza i capi sartoriali realizzati con tessuti pregiati che durano nel tempo, mischia perbenismo e impertinenza, ricerca l’originalità di tagli al maschile senza mai dimenticare la sua vera femminilità”.

 

Tale è la donna che frequenta il suo negozio di via Cadore 22 a Milano, uno dei pochi in Italia in cui è possibile acquistare la collezione. “Nella Penisola realizziamo sì e no un 10% del nostro fatturato” racconta il suo socio Alessandro Moneta, che vanta una notevole esperienza commerciale sul mercato nipponico: non a caso “il Giappone rappresenta il 40% delle esportazioni - spiegano Paolo Marsi e Pascale Cools dell’agenzia Style Council & Associates, a cui è affidata la distribuzione -, mentre il rimanente 60% proviene dai Paesi Europei, quelli dell’Est e Russia compresi”.

 

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