STRATEGIE

Adriano Aere (Imperial): «Cresciamo con Please Kids ma penso anche al food»

A un anno dal lancio della collezione Please Kids, il patron del Gruppo Imperial Adriano Aere (nella foto) fa il punto della situazione. «Abbiamo venduto oltre 200mila capi, realizzando ricavi per 2,5 milioni di euro - afferma -. L'obiettivo è salire già nel 2017 a 6 milioni». A capo di una società da circa 207 milioni di euro di fatturato, Aere ha nel cassetto anche progetti importanti sul food nella sua Bologna.

 

Come è noto, per debuttare con il progetto Please Kids Aere ha dato vita alla società Magico Kids (controllata da Imperial), che ha assunto in affitto un ramo d'azienda di Gieffe Moda, realtà di Sant'Egidio della Vibrata (Teramo) con un approfondito know how nel mondo del childrenswear.

 

«I primi risultati sono positivi - commenta Aere -. L'ordine medio per cliente è aumentato del 25% rispetto alla prima uscita, in seguito al lancio della gamma primavera-estate 2016, il che ci fa ben sperare per le stagioni successive e, in particolare, per il back to school dell'autunno-inverno 2017/2018».

 

Il know how nel fast fashion fa sì che Please Kids possa contare su nuove uscite ogni due mesi, «un'impostazione che ha ricadute positive sul sell out - fa notare Aere - con il 70-75% del prodotto uscito dal negozio prima delle svendite».

 

Il mercato italiano gioca un ruolo chiave per la collezione ma l'obiettivo per il 2017 è spingere sull'internazionalizzazione, accelerando il passo in aree come Germania e Francia - dove già nel 2016 c'è stata una buona accoglienza nei confronti del brand - e focalizzando l'attenzione anche su Spagna, Cipro, Russia, Ucraina, Belgio, Paesi arabi e, non ultimo, Iran.

 

«Attualmente la distribuzione della linea, composta da circa 150 capi di cui il 70% destinati alla bimba, è legata al canale wholesale - prosegue Aere - con una rete di 350 multimarca e la prospettiva di toccare già quest'anno quota 500».

 

Il numero uno del Gruppo Imperial ha altre iniziative in atto: dalla collaborazione con l'Università di Bologna per innovare prodotti e processi produttivi, agli investimenti in settori diversi dalla moda, in particolare l'ospitalità e il food.

 

Un paio di mesi fa Aere - proprietario dell'hotel 4 Stelle superior I Portici di Bologna, con ristorante stellato Michelin e annessa la Bottega Portici, un indirizzo che i buongustai conoscono bene, grazie alla produzione di pasta fresca e tortellini - si è aggiudicato Palazzo Melchiorre Bega, uno dei simboli del capoluogo emiliano.

 

L'obiettivo dell'imprenditore, insieme a Riccardo Bacchi Reggiani (general manager di Bottega Portici), è non solo farne un luogo senza precedenti, dove mangiare bene a prezzi non stratosferici e un food market, ma in futuro partire da qui per esportare la formula Bottega Portici fuori da Bologna. Nel progetto è coinvolto, tra gli altri, Gino Fabbri, maestro pasticcere di fama internazionale.

 

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