STRATEGIE

Aere (Imperial): «Dopo Citylife altri opening in Italia, ma Cina e Usa ci aspettano»

Le aperture di Imperial e Dixie a Citylife fanno parte di un più ampio piano di opening per il Gruppo Imperial, che investe anche su un nuovo canale B2C per Dixie. Tra le priorità l'export, al 50% del fatturato. «E non dimentichiamo il food, con un importante progetto a Bologna, pronto a essere replicato in Italia e altrove» afferma il patron Adriano Aere.

 

«Il retail è una vetrina fondamentale di diffusione dei nostri marchi - spiega il presidente e fondatore del gruppo emiliano del fast fashion made in Italy - e per la prima volta abbiamo al Citylife Shopping District due store Imperial e Dixie uno di fianco all'altro: 140 metri quadri progettati da Anna Ruggero, in collaborazione con Marco Poli, per quanto riguarda Imperial e per Dixie un centinaio di metri quadri, su layout di Marcello Zappador».

 

«Non ci fermiamo qui - aggiunge - e intendiamo guadagnare altre postazioni sul mercato nazionale, puntando a spazi di ampia metratura per dare il massimo risalto alle collezioni».

 

Il 50% del giro d'affari, a quota 207,6 milioni di euro nel 2016, è realizzato oltreconfine. «Germania e Nord Europa sono di vitale importanza - afferma Aere - con crescite significative, così come stiamo avendo buoni risultati in ex Urss e Francia, dove contiamo su una filiale dedicata, che nel primo semestre del 2017 ha registrato un +35% di vendite, dopo un 2016 archiviato a 15 milioni di euro. Tra l'altro abbiamo da poco siglato un accordo con Galeries Lafayette per il nostro brand Please».

 

I piani di sviluppo fanno rotta verso l'Asia: «Distribuiamo i nostri prodotti a Singapore, in Giappone, Indonesia e Hong Kong, con l'obiettivo di sbarcare presto in Cina - precisa l'imprenditore -. Teniamo d'occhio pure gli Usa, sui quali ci potrebbero essere in futuro delle novità».

 

Tra gli investimenti sul digital, un canale che si sta sviluppando a ritmo sostenuto, spicca il restyling del sito di Dixie, contraddistinto dal nuovo dominio dixiefashion.com e realizzato in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco per andare a coprire, oltre all'Italia, 10 Paesi con un focus sull'Est Europa: Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia, insieme a Spagna e Gran Bretagna.

 

Come è noto, Dixie è stato rilevato tre anni fa dalla realtà bolognese del fast fashion made in Italy, che detto per inciso produce annualmente con i suoi marchi oltre 10 milioni di capi. Sinonimo di uno stile fresco e trendy, Dixie ha realizzato nel 2016 un turnover di 33 milioni di euro (+14,9% rispetto ai 28,7 milioni registrati nell'anno dell'acquisizione), di cui il 60% proveniente dall'estero.

 

Ma le attività di Aere si spingono oltre la moda, con Bologna come epicentro. «Lo scorso aprile - racconta - abbiamo debuttato nella nostra città con Bottega Portici-2 Torri, uno spazio di ristorazione in piazza di Porta Ravegnana. Dopo esserci impossessati di Palazzo Melchiorre Bega e aver attuato un rapido ma anche radicale lavoro di restyling interno, scommettiamo su Bottega Portici come bandiera dello street food contemporaneo tutto italiano».

 

Un progetto che si affianca ad altri investimenti (l'hotel di alta gamma I Portici Bologna, con un'occupazione media di camere superiore al 98% nei 12 mesi e il ristorante stellato I Portici) e che è destinato ad andare oltre i confini bolognesi, alla conquista di altre città italiane e straniere, con una formula di franchising.

 

«Tutto parte dal mitico tortellino bolognese - conclude Aere - trasformato, grazie alle nostre brave "sfogline" in vetrina, nel protagonista di un'esperienza che mi sento di definire, oltre che sensoriale, culturale».

 

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